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Cultura

Donata alla Palatina la biblioteca di Camurani

03 aprile 2018, 07:02

MICHELE CEPARANO

Gran parte della biblioteca di Ercole Camurani andrà alla Palatina. E' stata donata dal figlio, che ne era il proprietario da quando, diversi anni fa, aveva ricevuto la donazione da parte dello studioso. Un modo consono di ricordare l'uomo di cultura reggiano che negli ultimi anni si era trasferito a Salsomaggiore. Storico, giornalista, bibliofilo e, soprattutto, liberale vero, Camurani si è spento a Reggio all'inizio di gennaio a 78 anni. Durante la sua carriera, in cui ricoprì importanti incarichi in seno al Partito liberale italiano tra cui quello di capo della segreteria dello storico leader Giovanni Malagodi, scrisse libri, raccolse documenti e compì ricerche, tra cui molte su Parma e alcune ancora inedite, con la precisione dello studioso ma sempre con l'entusiasmo e la curiosità di quando, giovanissimo, era tra le anime della Gioventù liberale.

La cospicua parte di materiale che è stata ora donata alla Biblioteca Palatina dal figlio Massimiliano, è dedicata al Risorgimento, alla storia del liberalismo e alle scienze politiche in generale. Un corpus imponente, come spiega proprio Massimiliano Camurani: «120 metri lineari e più di diecimila esemplari tra volumi, opuscoli e documenti raccolti in cento casse. I pezzi più rari sono però gli opuscoli, certamente quelli liberali, ma anche quelli sul giacobinismo italiano e sul Risorgimento in generale. Nella raccolta ci sono anche esemplari dedicati ai partiti: comunista, socialista e repubblicano».

Una parte dell'archivio di Camurani, quello dell'istituto per la storia del movimento liberale, è stato invece acquistato da tempo dalla Camera dei deputati. Un archivio la cui storia si tinse anche di giallo quando, come raccontò lo stesso Camurani allo storico Francesco Perfetti, da quei documenti sparirono due buste che molto probabilmente contenevano informazioni importanti sulla morte di Mussolini. Invece, un'altra parte del «tesoro» raccolto dallo studioso liberale resterà dunque a Parma. «Lui ne sarebbe contento - spiega ancora il figlio -, prima di tutto perché amava questa città e la biblioteca Palatina e poi perché diceva sempre che i libri e i documenti non sono qualcosa da tenere per sé, ma vanno condivisi». Massimiliano Camurani ringrazia anche Fiorenzo Sicuri, lo storico parmigiano che con suo padre collaborò e di cui fu grande amico. «Il suo apporto è stato molto importante - puntualizza - per completare questa donazione. Mi ha aiutato molto».

La donazione, al cui perfezionamento hanno contribuito anche Stefano Calzolari e Michele Chiari, è stata salutata con soddisfazione. «Tra le strade per mantenere la nostra biblioteca al livello che le compete - spiega Simone Verde, direttore del Complesso monumentale della Pilotta - c'è anche quella di farla diventare un punto di riferimento della storia dei movimenti politici e di pensiero che hanno caratterizzato e reso importante il territorio di Parma. Questa donazione rientra perfettamente in questo percorso. Si tratta di una bellissima notizia perché risponde a una delle missioni che la biblioteca deve avere: un ruolo di tutela e conservazione di materiali e documenti che fanno fanno parte della storia del territorio e del suo contributo alla storia nazionale ed europea».

Alle parole di Verde fanno eco quelle di Grazia Maria De Rubeis, direttrice della Palatina. «Siamo contenti e l'abbiamo accettata con gioia; la biblioteca di Ercole Camurani ha infatti un grande valore - dichiara -. E' importante per la Palatina, per il Complesso monumentale della Pilotta e per la città».

Un buon passo anche in vista del 2020, quando Parma sarà capitale italiana della cultura. «Camurani - aggiunge la direttrice De Rubeis - è stato anche un appassionato frequentatore della Palatina e noi lo abbiamo conosciuto e apprezzato. Per la storia del liberalismo, inoltre, quella che viene donata è una fonte eccezionale, un fondo che ha un importantissimo valore storico e documentario».

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