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calcio

Parma, che cuore

03 aprile 2018, 07:01

Paolo Grossi

Vittoria fondamentale, sofferta solo nei minuti finali, e meritata al netto di alcuni errori arbitrali che hanno fatto arrabbiare il Palermo. Il Parma ieri sera ha centrato tre punti pesanti, superando un bell'esame di maturità perché finora i crociati non avevano mai battuto una delle prime tre, e confermando un trend di crescita assai confortante in vista dello sprint finale. D'Aversa ha dovuto fare a meno di Ceravolo, che si era fermato per una noia muscolare nell'ultimo allenamento (e non siamo su Scherzi a parte, purtroppo): spazio dall'inizio allora a Calaiò, palermitano di origine (come d'altra parte Di Gaudio), che era stato vicino a tornare a casa nel mercato di gennaio. A destra aveva fatto rientrare Siligardi mentre in difesa c'era il rientro di Lucarelli. Palermo con il 3-5-1-1, Coronado trequartista a caccia di spazi tra le linee e appena due italiani in campo.

Il Parma parte meglio e i due esterni nel giro di tre minuti si creano due occasioni: stoppato in corner Di Gaudio, alto di poco un bel bolide da dentro l'area di Siligardi. L'assenza di Ceravolo è un freno ai cross aerei per cui il Parma cerca sempre la penetrazione palla a terra. Di Gaudio come sempre è più fumo che arrosto ma almeno la sua vivacità è un buon deterrente alle discese di Rispoli che sono una delle armi più insidiose dei rosanero.

GRAN PRIMO TEMPO

E' il Parma che fa la partita e anche bene, pur senza impensierire Pomini. Il Palermo sta attestato nei suoi quaranta metri e punta solo a ripartire sfruttando eventuali errori dei crociati. E' così giusto che siano i crociati ad andare in vantaggio appena dopo la mezz'ora: un fallo di Murawski, che per la seconda volta meriterebbe il giallo ma non lo riceve, regala sulla trequarti una punizione al Parma. Calcia Siligardi, deviazione di tacco di Munari, testa di Lucarelli che fa sponda per Calaiò: controllo e botta di controbalzo nel sacco. Scoppiano veementi le proteste degli ospiti originate dal fatto che l'assistente Bremes era rimasto con la bandiera alzata, segnalando probabilmente l'off side del capitano mentre Calaiò riceve in posizione regolarissima. Per l'arbitro è tutto ok e sventola anzi un paio di cartellini agli avversari. Il Parma non toglie il piede dal gas e raddoppia su rigore quando Rajkovic prova a entrare su Munari diretto verso il fondo: il crociato va a terra, l'arbitro indica il dischetto, Calaiò raddoppia. Vale un gol anche un salvataggio a porta vuota di Gagliolo su Nestorovski ben servito da Aleesami al culmine di una splendida trama. All'intervallo il doppio vantaggio, seppur tra le polemiche, è comunque meritato perché la cifra di gioco crociata è stata nettamente superiore.

SAPER SOFFRIRE

Si riparte con La Gumina negli ospiti schierati con il 3-4-1-2 ma la strategia di Tedino viene subito cestinata da una fulminante ripartenza del Parma: Di Gaudio serve il taglio di Dezi, bravo poi a servire Calaiò tutto solo che trafigge ancora Pomini. Il Parma tira il fiato e paga subito: Jajalo pesca con uno splendido lancio verticale Nestorovski che brucia tutti in area e insacca di testa. E' come una puntura che sgonfia un pallone. Il Parma si affloscia, il Palermo si carica. Comincia un assedio fatto di batti e ribatti con i crociati incapaci di imbastire una ripartenza che faccia respirare la difesa. La fiammata ospite dura un quarto d'ora poi sfuma. D'Aversa al 25' passa al 3-5-2 inserendo Anastasio al posto di Di Gaudio. Il Parma non soffre più, anzi Insigne potrebbe fare gol ben servito da Calaiò ma si fa respingere il diagonale ma al 48' Rajkovic con un bel tiro dalla lunetta segna il 3-2.

CREDITI

Finisce in gloria con la quinta vittoria nelle ultime sei giornate. Se, e diciamo se, l'arbitro ha commesso errori, diciamo che vanno a bilanciare quelli dell'andata che fecero perdere al Parma due punti. E comunque ieri il Parma ha fatto meglio del Palermo. Adesso recuperare le energie e riprovarci con il Frosinone.

LE PAGELLE

FRATTALI 6 - Due gol senza particolari colpe, sicuro negli altri frangenti, meno preciso del solito nei calci.

GAZZOLA 6 - Ha contro Aleesami che è un brutto cliente e gli concede un po' troppa corda. Nella ripresa accorcia il raggio d'azione, comprensibilmente.

IACOPONI 6,5 - Solita partita da duro, con un paio di chiusure da leccarsi i baffi.

LUCARELLI 6 - Decisivo nel primo gol, ma poco reattivo nei due subiti. Nella battaglia però si esalta.

GAGLIOLO 7 - Prima di uscire per crampi dà tutto e salva un gol clamoroso allo scoccare dell'intervallo.

DI CESARE sv

DEZI 7 - Ancora un'ottima prova. Corre a perdifiato, recupera palloni e si ripropone, con il bell'assist del 3-0. Se fosse più pulito tecnicamente...

MUNARI 8 - Una gara da incorniciare. Dalle sue parti piroettava Coronado, il più temuto tra gli avversari e fisicamente ai suoi antipodi. Lo ha costretto alla larga, poi ha conquistato o sporcato decine di palloni, chiuso varchi e conquistato un rigore. Eroico.

SCAVONE 6,5 - Meno brillante che nelle ultime uscite, tuttavia fa la sua parte facendo legna e tarpando le ali a Murawski.

SILIGARDI 7 - Gran primo tempo, in cui corre, passa e tira in porta. La sua miglior prova in crociato. Dà tutto, poi lascia il posto a Insigne.

INSIGNE 6 - Generoso, ma sciupa molto in fase offensiva.

CALAIO' 8 - Forse troppe scuse verso i pochissimi tifosi del Palermo, ma detto questo ha segnato tre gol che possono dare una svolta alla stagione. Tra l'altro, visto il finale, tutti decisivi. Ennesima prova di cuore, testa e tecnica.

DI GAUDIO 6,5 - Nel primo tempo è vivace e punge poco, nella ripresa partecipa all'azione del 3-0.

ANASTASIO 6 - Difende e spinge lodevolmente.

All. D'AVERSA 7 - Gran primo tempo dei suoi, poi lui è ancora bravo a pazientare durante i 15' di buriana rosanera e poi a variare assetto per congelare la vittoria. I buoni risultati che stanno arrivando sembrano aver regalato confidenza anche a lui. 15 punti su 18 sono una marcia trionfale che schiude prospettive indicibili. Peccato che lo stillicidio degli infortuni non gli dia tregua. Intanto però i superstiti lo gratificano con prestazioni maiuscole sul piano del carattere, del mestiere e a tratti anche del gioco. Non c'è che da andare avanti così.

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