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Inchiesta

Sorbolo, un coro di sì alla fusione con Mezzani

03 aprile 2018, 07:01

Cristian Calestani

I sorbolesi sono favorevoli alla fusione del loro comune con Mezzani. È quasi un plebiscito il responso che arriva dai cittadini che passeggiano tra le bancarelle del mercato settimanale di Sorbolo. C'è chi è informato dei fatti e pronuncia un sì convinto, chi ammette di non aver studiato ancora bene la materia, ma di essere sostanzialmente favorevole all'operazione. Quasi tutti, però, dimostrano un grande attaccamento al loro «campanile». E così quando si tratta di scegliere il nome per il futuro comune prevale l'indicazione Sorbolo Mezzani. Qualcuno voterebbe la seconda ipotesi Riva d'Enza – quella caldeggiata anche dal sindaco di Sorbolo Nicola Cesari, soprattutto per ragioni di marketing territoriale – ma c'è chi teme che l'aggiunta del suffisso «d'Enza» rischi di diventare un richiamo ai comuni del Reggiano e così, al confine del Ducato, forse meglio evitare di confondersi con i «cugini». Poche chances invece per la terza ipotesi, Parmenza che raccoglie pochi consensi. «La fusione mi sembra un'operazione valida – commenta Maurizio Ceci – soprattutto se ci saranno quei risparmi e quei vantaggi economici che sono stati prospettati dalle due amministrazioni. Per il nome credo sia giusto puntare sulla formula Sorbolo Mezzani. Sorbolo dovrebbe poi mantenere un ruolo di centralità nel futuro nuovo comune». Devono ancora schiarirsi bene le idee invece Mina Tarantino («Se il progetto risulterà valido, potrò dire di sì alla fusione di cui sino ad ora ho letto sulla Gazzetta», e Vanna Robuschi («Sino ad oggi con l'Unione non ho visto tutti quei grandi vantaggi»). Entrambe al referendum sceglierebbero il nome Riva d'Enza. «Insieme si è più forti ed è giusto fare la fusione» sentenzia Fausta Gazza che ammette di preferire il mantenimento dei legami con la storia e la scelta, quindi, del nome Sorbolo Mezzani. Pensiero condiviso da Giuseppe Russo: «Abito a Sorbolo da 19 anni ed in questo periodo ho visto una crescita costante del paese. Con la fusione potrebbero esserci ulteriori miglioramenti». Poche parole ed un messaggio deciso da parte di William Zatti: «Sono favorevolissimo. È giusto unire i comuni medio-piccoli e sceglierei il nome Sorbolo Mezzani. Ho seguito la vicenda ascoltando il nostro sindaco». Indifferente alla toponomastica, ma d'accordo con la fusione si dice Sergio Lazzaretti. La pensa allo stesso modo il cugino Mino che ci terrebbe però a vedere confermato il nome di Sorbolo. Spostandosi da piazza Libertà verso via Gramsci i pareri non cambiano. «Far nascere un solo comune credo sia qualcosa di molto positivo per organizzare al meglio i servizi – commenta Paola Vecchini - Da sorbolese ci terrei che venisse mantenuto il nome del mio paese». A Sorbolo Giuseppe Giuffredi ha dedicato una poesia: «Se dovesse cambiare il nome, dovrei modificare anche il mio poema – racconta con una battuta - Non sono molto preparato sul tema fusione. Ma ho molta stima del nostro sindaco e credo stia agendo, come ha già fatto sino ad oggi, per il bene del nostro territorio e quindi dico sì alla fusione. Sul nome non sarà facile accontentare tutti. Riva d'Enza non mi piace, Parmenza un po' di più. Magari si potrebbe ideare un terzo nome che unisca un pezzo delle parole Sorbolo e Mezzani». Dimostra di avere fiducia nel sindaco anche Raffaella Buttarelli: «Seguo spesso le dichiarazioni del nostro primo cittadino, anche su Facebook. Sono favorevole alla fusione per le agevolazioni che porterà e per il generale miglioramento dei servizi previsto. Tra i nomi mi piace Riva d'Enza». Non si sbilancia, invece, Giovanna Fabbi: «Non sono molto informata in materia». Ma da qui all'autunno, periodo in cui sarà indetto il referendum, ci sarà tempo per farsi un'idea.

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