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MALTRATTAMENTI

Punta un coltello contro la convivente e le spezza un dito: condannato

04 aprile 2018, 07:03

Georgia Azzali

Vent'anni di differenza. Lei, una donna anziana e fragile; lui, una vita spesa nei bar della provincia. Due esistenze segnate dalla solitudine che si erano incrociate nel 2005, quando Maria (il nome è di fantasia, ndr) aveva 66 anni. Aveva pensato (sperato) di fidarsi di quell'uomo, e nel 2010 aveva deciso di andare a convivere con lui. Tutto bene nei primi tempi, poi la trasformazione: gli insulti, il dileggio quasi continuo e le minacce di morte. Fino a quel coltello piazzato davanti al volto di lei, paralizzata dal terrore. Per cinque anni ha subito, prima di trovare dentro di sé la voglia di riscatto. E nei giorni scorsi l'uomo, 59 anni, originario di Compiano, è stato condannato a 1 anno e 6 mesi per maltrattamenti e lesioni aggravate, come chiesto dal pm Lino Vicini.

Una fedina penale tutt'altro che limpida: sul certificato penale dell'uomo c'era già un'altra condanna per lesioni, ma probabilmente Maria non sapeva nulla di quel passato. Quando l'aveva conosciuto, ciò che forse la intimoriva erano quei tanti anni differenza. La decisione di andare a vivere sotto lo stesso tetto matura pian piano: forse è Maria ad avere delle remore, ma nel 2010 la scelta è condivisa.

E' il passo che segna un nuovo capitolo nella storia di quella coppia che qualcuno guarda con perplessità. E sospetto. Eppure, non ci sono ombre: il rapporto va avanti senza particolari problemi. Ma quella «normalità» dura un soffio, perché dopo qualche mese l'uomo comincia ad avere un atteggiamento aggressivo. Sempre più aggressivo, fino a diventare violento. Fioccano gli insulti: «Sei una p..., vai con tutti». Ma dalle parole l'uomo passa ben presto alle mani: ogni minima discussione diventa un pretesto per alzare le mani.

Botte per anni, ma Maria aveva paura. Paura delle sue minacce, di quelle parole che le scaricava addosso: «Ti ammazzo, ti tolgo dal mondo». Una sera era anche scappata di casa, perché lui urlava che l'avrebbe uccisa e allo stesso tempo buttava tutte le sue cose dalla finestra.

Solo nell'ottobre del 2015 Maria decide di andare in Pronto soccorso, ma prima che possa raggiungere l'ospedale lui le chiede ancora dei soldi. In casa c'è anche un amico della coppia. E Maria si rifiuta di dargli quelle poche banconote che ha, perché sarebbero finite in «altre bevute». Ma a quel punto l'uomo le prende il pollice della mano piegandolo fino a fratturarlo e la minaccia con un grosso coltello da cucina. Solo l'amico riesce a placarlo. Ma dovrà passare ancora più di un mese e mezzo prima che Maria trovi la forza di entrare in caserma e fare denuncia.

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