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TORTIANO

Motociclista perse una gamba: assolti i due agricoltori coinvolti

06 aprile 2018, 07:01

ROBERTO LONGONI

TORTIANO

Era il 29 luglio del 2012. Sulla provinciale tra Montechiarugolo e Traversetolo il sole ancora basso delle 6,40. La Yamaha scura con in sella un uomo allora 32enne viaggiava verso Traversetolo, in senso opposto la Fiat Tempra con a bordo due agricoltori: un 77enne con il figlio di 49 anni. Al volante era il padre. Più tardi racconterà di aver visto la morte in faccia, con quella moto «arrivata come un proiettile». L'uomo in sella alla Yamaha, invece, dalla morte fu quasi portato via. Per non si sa bene quale motivo, ma forse proprio per la velocità, s'infilò tra la Tempra e il guardrail di un ponticello nei pressi di Tortiano: avrebbe potuto essere uno schianto frontale, e invece la Yamaha urtò l'auto solo nella parte posteriore destra, finendo anche contro il guardrail. Ma l'impatto fu lo stesso terribile: il corpo del motociclista rovinò nel giardino di una casa all'angolo tra la provinciale e via Scornavacca. Mentre la sua gamba destra rimaneva sull'asfalto.

Un incidente destinato ad avere lunghe e serie ripercussioni. E non solo per questa terribile amputazione. Ieri, si è svolto il processo ai due uomini a bordo della Tempra. Erano accusati di aver cambiato le carte in tavola, o meglio i veicoli sul luogo dell'incidente: spostando, prima dell'arrivo della Polstrada di Parma e dei soccorritori, l'auto e un ranghinatore che non può viaggiare come un qualsiasi altro veicolo. Ci fu chi disse che la Yamaha sarebbe finita contro di esso.

Una ricostruzione che non ha convinto il giudice Laura Ghidotti e nemmeno il pubblico ministero Antonella Destefano. E' stato lo stesso pm a chiedere per i due l'assoluzione «perché il fatto non sussiste». E questo è il verdetto. Ma non è finita qui: scagionati gli imputati, è stata la posizione di chi aveva raccontato questa versione dei fatti a diventare scomoda. Laura Ghidotti ha disposto la trasmissione degli atti in Procura per la valutazione delle posizioni di tre testimoni. Anche perché nel frattempo è emerso che sarebbero da anni in guerra con i due agricoltori.

Il tempo di fare tante manovre per strada sembra proprio che non l'abbiano avuto. Furono i due fino a ieri imputati a salvare il motociclista. Il figlio fu il più svelto a corrergli accanto. Non perse tempo: sfilata la cinghia al ferito, la strinse su quel che restava della sua gamba destra, per bloccare l'emorragia che avrebbe potuto ucciderlo in un paio di minuti. Poi, visto che anche la sinistra perdeva sangue, la cinse nella parte superiore con un filo di rame trovato insieme con il padre. Pochi minuti dopo, a bordo di un'ambulanza dell'Assistenza pubblica di Traversetolo il 32enne fu ricoverato in Rianimazione.

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