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ANIMALI

Recupero animali selvatici: ancora nessun servizio

06 aprile 2018, 07:00

CHIARA DE CARLI

Non c’è ancora una soluzione della vicenda di assegnazione del servizio di recupero degli animali selvatici feriti o in difficoltà sul territorio del parmense. Un problema, quello del ritardo nell’affidamento, che sta investendo anche i soggetti che, fino al 31 dicembre, avevano garantito il supporto. Nei giorni scorsi, il direttore del servizio sanità animale dell’azienda Usl di Parma ha inviato una lettera ai sindaci e ai veterinari del parmense per fare il punto della situazione e cercare così di «stoppare» il massiccio arrivo di telefonate al centralino di Fidenza Soccorso che, in passato, aveva messo a disposizione il suo numero verde per attivare il recupero degli animali. «Rinnovo l’invito a non inoltrare al sevizio veterinario né alla centrale operativa di Fidenza Soccorso richieste di intervento per il recupero e il soccorso di fauna selvatica e a voler dare adeguata informazione agli utenti che richiedessero interventi in tal senso – scrive Cavalca nella missiva, protocollata dai Comuni il 30 marzo -. A tutt’oggi la Regione Emilia Romagna, Assessorato generale agricoltura caccia e pesca, Ente istituzionalmente preposto a garantire recupero e soccorso a fauna selvatica ferita, in difficoltà o malata, non ha individuato per il territorio della Provincia di Parma, alcun Ente o professionista per lo svolgimento del servizio in questione. Eventuali aggiornamenti vi saranno tempestivamente comunicati».

Lettera a cui si aggiunge, nella versione destinata ai veterinari, l’elenco dei Cras con le tipologie di animali gestiti, nel solo caso, però, in cui qualcuno possa rendersi disponibile, privatamente, a trasportarli fino là. Una lettera che, nella migliore delle ipotesi, denuncia un difetto di comunicazione tra la Regione e il servizio dell’Ausl. Pochi giorni fa, infatti, in una risposta ad un’interrogazione del vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Fabio Rainieri, presentata a seguito delle lamentele ricevute sia dalle associazioni animaliste che dai cittadini che si sono trovati a contattare i numeri di emergenza senza però poter ricevere aiuto, l’assessore Simona Caselli affermava che la copertura di 21 Comuni del territorio parmense, quelli nella zona Est, è già garantita dall’attivazione di una convenzione con il rifugio Matildico di San Polo d’Enza. «Dopo oltre due mesi ho finalmente ricevuto dall’assessore Simona Caselli l’incredibile risposta al mio atto ispettivo in cui vanta essere stato più che positivo il riscontro all’impostazione che il suo assessorato ha dato per l’affidamento di questo servizio – ha denunciato Rainieri –. Non credo sia molto positivo che dal 1 gennaio 2018, in metà provincia di Parma, non vi sia un servizio di trasporto verso i luoghi di assistenza per gli animali selvatici feriti o malati, quasi sempre intrasportabili per i comuni cittadini e quindi destinati a morire nei campi, nei boschi o, peggio ancora per ovvi motivi di pericolo e intralcio, sulle strade. E ci vorrà almeno un mese ancora per affidare il servizio dove è vacante con una gara, secondo il nuovo codice dei contratti, come promesso».

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