Sei in Archivio bozze

Intervista

Abbagnato: «Concilio lavoro e famiglia grazie a mio marito»

07 aprile 2018, 07:01

Valentina Bonelli

Il ritorno al Teatro Regio di Eleonora Abbagnato, questa sera (ore 20.30) e domani (15.30) per il festival ParmaDanza, è occasione per scoprire una delle tante eroine che l’étoile ha modellato sulla sua affascinante personalità. Questa volta si tratta di Carmen, presentata nella versione del balletto firmata da Amedeo Amodio, l’allestimento di Luisa Spinatelli, le musiche di Georges Bizet con interventi di Giuseppe Calì, per uno spettacolo prodotto da Daniele Cipriani Entertainment.

Un’altra Camen per lei, Eleonora: come si sente in questo personaggio all’apparenza così diverso dalla sua immagine di ballerina classica, elegante, raffinata, dai tratti angelicati?
«Una ballerina deve essere in grado di interpretare i ruoli più diversi, che a prima vista possono sembrare inconciliabili fra loro. Saper valorizzare la diversità è uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro. Ma vorrei precisare che nonostante l’apparenza non sono sempre così angelica!».

Nel suo repertorio c’è anche la Carmen di Roland Petit, grazie alla quale ottenne la nomina ad étoile dell’Opéra di Parigi. Quale differenza tra quella Carmen e questa di Amodio?
«Carmen è uno di quei personaggi che si prestano a molteplici letture. Quella di Roland Petit, che a suo tempo mi scelse personalmente per interpretarla, è in un certo senso cucita sulla mia personalità. Petit aveva una visione più tradizionale, legata alla Spagna e ai suoi colori: una Carmen mediterranea, tutta contrasti violenti e passioni dirompenti, tanto che il coreografo volle che indossassi una parrucca nera. Quella di Amodio è agli antipodi, quasi estranea a una collocazione geografica precisa. È una versione direi psicoanalitica, una sorta di flashback, come un lungo e doloroso incubo rivissuto sulla scena. Allo stesso modo cambia il rapporto fra la protagonista e i suoi partners, che diventa meno diretto, più sfumato e allusivo».

Cosa più le piace della versione di Amodio?
«Mi piace la sua Carmen che va incontro al proprio destino ineluttabile con coraggio, consapevolezza e determinazione. La protagonista qui tocca un tema molto attuale, ossia la libertà della donna di scegliere, in qualunque circostanza, il proprio destino».

Nel frattempo prosegue con successo il suo incarico di direttrice del ballo al Teatro dell’Opera di Roma e di étoile all’Opéra di Parigi: come concilia tanti impegni artistici, direttivi e familiari?
«Con molta passione per il mio lavoro, una ferrea organizzazione e amore per la mia famiglia. Devo anche ringraziare mio marito (l’ex calciatore Federico Balzaretti, n.d.r.) per l’aiuto che mi dà: è un papà bravissimo».

A breve a Roma la vedremo nei panni di un’altra seduttrice dal destino tragico: Manon. Come sente su di sé la protagonista del balletto di MacMillan?
«Sì, sarò in scena ne L’Histoire de Manon al Teatro dell’Opera di Roma dal 25 al 31 maggio. Manon è una meravigliosa incantatrice ma - a differenza di Carmen che sembra quasi cercare il suo tragico destino in nome della libertà - subisce le conseguenze della propria sventatezza e dei propri errori accanto a un amore che la riscatta al momento della morte».

All’Opéra di Parigi invece come la vedremo prossimamente?
«Sarò Marguerite nella Dame aux camélias di John Neumeier: un’altra eroina fatale».

Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521.203999.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal