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Disagi

Stazione, sosta selvaggia e disagi alla circolazione

07 aprile 2018, 07:01

Francesco Bandini

Stazione ferroviaria, l'anarchia della sosta è all'ordine del giorno. Un caos che può anche avere conseguenze drammatiche, come si è visto martedì pomeriggio, quando una donna che aveva appena parcheggiato di fronte all'ingresso posteriore, sulle strisce pedonali e in un punto dove è vietata la fermata, è stata travolta da un autobus in transito, che l'ha schiacciata contro la portiera provocandole lesioni serie. Ma, senza arrivare a tanto, è sufficiente passare qualche decina di minuti di un giorno qualsiasi tra i due viali del livello -1 della stazione, per rendersi conto che ognuno fa un po' quello che vuole. Specie in quelle aree che dovrebbero essere lasciate sgombre per consentire un agevole transito degli autobus, alcuni dei quali (quelli doppi lunghi 18 metri) necessitano di spazi di manovra considerevoli.

E così, per documentare quale sia la situazione, la Gazzetta è tornata sul luogo dell'incidente: e il quadro che ne emerge è sconfortante. Innanzitutto, il punto dell'ultimo incidente, quello più pericoloso, dove all'indomani del fatto erano ancora ben visibili i segni dei rilievi della polizia municipale: ebbene, anche lì, in una mattinata qualsiasi, non si è dovuto attendere molto per vedere un'auto fermarsi per far scendere una giovane che doveva andare a prendere un treno, con gli autobus che sfrecciavano a pochi centimetri, proprio come nel martedì dell'incidente.

Dalla parte opposta, in un'area altrettanto chiaramente vietata alla circolazione, la tentazione di accostare per far scendere o salire passeggeri è ancora più forte, perché su quel lato lo spazio è un po' di più e quelle grandi strisce bianche per terra, che indicano che lì proprio non ci si può stare, vengono invece interpretate come una sorta di zona franca, in cui le regole non valgono. E così, a una prima macchina il cui conducente attende per un quarto d'ora buono l'arrivo di qualcuno dalla stazione, si aggiunge prima un furgone e poi un'altra macchina, quest'ultima bellamente piazzata di traverso sulle strisce pedonali. E non possono mancare i baci e gli abbracci di coloro che scendono e si salutano, ovviamente sempre in mezzo alla strada e incuranti degli autobus che sfrecciano pericolosamente vicini.

Su viale Falcone (sul lato ovest), la prima parte della corsia riservata ai taxi, quella prima del sottopasso, è pressoché sempre occupata da auto in sosta abusiva, o di persone che vengono a scaricare o a prendere qualche passeggero. Anche lo spazio destinato alla sola discesa dei passeggeri, nel sottopasso di viale Borsellino (quello sul lato est), viene usato in modo improprio: lì ci si potrebbe fermare esclusivamente per il tempo strettamente necessario a far scendere qualcuno che deve andare a prendere un treno, ma basta avvicinarsi alle circa dieci auto in sosta per appurare che solo in un paio di casi ci sono gli automobilisti a bordo, mentre tutte le altre sono stabilmente in sosta e i relativi conducenti sono, con ogni probabilità, all'interno della stazione ad aspettare l'arrivo di qualcuno. E molti veicoli stanno lì anche per parecchio tempo, quando invece la ratio di quell'area sarebbe di consentire un turn over molto veloce di veicoli. Senza contare che a due passi ci sono due piani di parcheggio sotterraneo, dove peraltro il primo quarto d'ora è sempre gratis.

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