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Salute

Parma, ecco la mappa dei defibrillatori in tutta la provincia

08 aprile 2018, 07:03

Francesco Bandini

Sono 379 i defibrillatori presenti in tutta la provincia. Di questi, 122 sono quelli posizionati nel solo territorio del comune di Parma. La maggior parte di queste attrezzature, preziose per salvare vite, sono in luoghi pubblici o accessibili al pubblico e sono disponibili per chiunque, mentre una parte minoritaria non è disponibile per l'uso pubblico. Nel solo comune di Parma, ad esempio, quelli per uso pubblico sono 81. Una dotazione che va aumentando sempre più e che rappresenta un elemento fondamentale per garantire un intervento immediato e spesso determinante nei casi di arresto cardio-respiratorio. Lo si è visto anche di recente a San Pancrazio, dove al centro sportivo «Bellè», durante una partita di calcio della categoria giovanissimi, un ragazzo di 14 anni colto da malore è stato salvato proprio grazie alla presenza di un defibrillatore e di una persona in grado di utilizzarlo.

Parma, dunque, si conferma un territorio all'avanguardia nel campo della prevenzione e dell'attenzione alla salute. In base alla normativa attuale, l'obbligo di dotarsi di defibrillatori, così come quello di formare personale in grado di usarli, spetta soltanto alle società sportive in cui si pratica attività agonistica, anche se dilettantistiche. Ma in realtà a Parma la presenza di queste apparecchiature salvavita è molto più diffusa: oltre agli impianti sportivi, le si trova spesso anche in scuole, banche, centri commerciali, strutture sanitarie, strutture protette, farmacie, imprese private (specie quelle di maggiori dimensioni), luoghi di svago, studi medici e luoghi di culto, per citare i casi più frequenti. Anche alcuni mezzi delle forze dell'ordine ne sono provvisti.

In città il Comune ha deciso di posizionare un defibrillatore in tutte le palestre scolastiche e nelle altre palestre al chiuso (Palasport, Palaciti, Paladelbono, Oltretorrente, Del Chicca, piscina Caduti di Brema): in tutto si tratta di 40 apparecchi, che non sarebbero obbligatori per legge, ma che il Comune ha comunque voluto acquistare. Così come non è un obbligo di legge quello di avere nelle scuole persone formate per utilizzare questi apparecchi, che invece ci sono, grazie a un progetto che, con il contributo di Cedacri, ha permesso di tenere corsi e preparare mille persone (fra insegnanti, personale scolastico e anche studenti), in grado quindi di maneggiare questi strumenti.

Non sono obbligatori nemmeno i sette defibrillatori presenti in vie e piazze della città, però ci sono e in caso di emergenza sono a disposizione: sono collocati in piazza Garibaldi (angolo via Farini), piazza della Pace (angolo via Melloni), piazzale Dalla Chiesa (lato velostazione), Barilla center, via D'Azeglio (angolo piazzale Inzani), Duc e Cittadella (ex ostello). E ce n'è un ottavo in arrivo, destinato a essere posizionato in Ghiaia.

Come si diceva, l'unico obbligo di legge è in capo alle società sportive. Non esiste un numero preciso dei defibrillatori di cui hanno la disponibilità. Infatti, ciò che conta è che l'apparecchio (e chi è abilitato a usarlo) sia presente là dove si svolge attività agonistica. Quindi, ad esempio, più società che utilizzano uno stesso impianto possono fare riferimento a un unico apparecchio. Oppure una società che utilizza un impianto gestito da una società terza potrà utilizzare i defibrillatori installati da quest'ultima: è il caso del «Bellè» di San Pancrazio, dove gli apparecchi presenti sono della Parma sport service. Comunque, secondo quanto spiega il delegato provinciale del Coni Antonio Bonetti, tutte le società sportive sono in regola con gli obblighi di legge: «È importante per la sicurezza e nessun dirigente si sottrarrebbe a tale obbligo».