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Lutto

Addio a Ranzieri, il pasticcere di strada al Duomo

09 aprile 2018, 07:01

MARGHERITA PORTELLI

Aveva trascorso cinquant'anni in mezzo alla dolcezza, Gianni Ranzieri. A due passi dalla cattedrale, nel cuore della città che ha adorato e fotografato per tutta la vita, fino a quindici anni fa dedicava con devozione e impegno a un lavoro che ha profondamente amato: molti se lo ricorderanno dietro la vetrina della pasticceria Duomo di strada al Duomo, perché era sempre lì che stava. Non c'erano domeniche o feste comandate per chi, come lui - pasticcere cresciuto professionalmente fra i borghi del centro - era devoto al proprio lavoro. Scomparso nei giorni scorsi – proprio domani avrebbe compiuto 81 anni – Gianni era un uomo che chi l'ha conosciuto definisce «d'altri tempi».

Profondamente corretto, intransigente con se stesso, forte di un'integrità morale che sempre più, al giorno d'oggi, è merce rara. Era partito garzone in una pasticceria di borgo San Biagio, per poi, verso i vent'anni, passare alla pasticceria Duomo. Da allora non si è mai più lasciato tentare dalle lusinghe di chi gli offriva altri posti di lavoro: il suo attaccamento all'azienda che lo aveva fatto crescere in gioventù si è tradotto sempre in una fedeltà incrollabile. Da quando era andato in pensione, una quindicina d'anni fa, Ranzieri aveva avuto modo di dedicarsi con più calma alle sue mille passioni: l'arte, la pittura, la poesia, la fotografia. «Aveva una stanza, nella sua casa di Coloreto, dove si rifugiava a dipingere e dove poteva entrare solo lui – racconta il figlio Davide -. Di mostre ne ha fatte poche, perché non amava vendere le sue opere. Era legatissimo a Parma, che fotografava in ogni suo angolo (in casa abbiamo tonnellate di fotografie) e amava la lirica, anche se ultimamente qualche problema d'udito gli aveva reso difficile poterne godere». Le sue amate biciclette Dei, che ha collezionato e curato per tanti anni, erano per lui delle compagne di viaggio. Di natura piuttosto schiva, Ranzieri aveva però un pappagallo molto ciarliero cui era legatissimo. Anche il pennuto, a suo modo, faceva parte di quella famiglia che è stata per Ranzieri il faro di un'esistenza: la compagna di sempre, la moglie Paola, il figlio Davide e le nipoti Valentina, Greta e Zoe sono stati per lui un riferimento, anche nei momenti più difficili, come la scomparsa del figlio Raffaele, un duro colpo che il destino gli riservò circa dieci anni fa. Con delicatezza ha vissuto e con delicatezza se ne è andato, Gianni. Dopo aver coccolato di delizie generazioni di golosi, silenziosamente ha preso congedo dalla sua bella Parma, lasciando il ricordo di un uomo onesto e corretto. I funerali si svolgeranno questa mattina, partendo alle 10.30 dall'ospedale Maggiore, per la funzione nella chiesa di Marore e la tumulazione nel cimitero di San Pancrazio.

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