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OSPEDALE

Fabi, tre anni al timone del Maggiore: «Ecco le sfide del futuro»

09 aprile 2018, 07:00

KATIA GOLINI

Integrazione e sinergia, le parole chiave. Considera il neonato dipartimento interaziendale di Emergenza-urgenza - tenuto a battesimo l'altro giorno - un ulteriore miglioramento del servizio di assistenza e cura dei pazienti complessi. Massimo Fabi, direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria è fiero dell'obiettivo centrato. «Se ne parlava da tempo, lo abbiamo finalmente realizzato. Si tratta di una forma organizzativa privilegiata».

Un cambio organizzativo che avrà ricadute positive sull'organizzazione generale?

«Dopo la realizzazione del dipartimento di Emergenza-urgenza, con l'affidamento dell'incarico a Gianfranco Cervellin e la presentazione di tutta l'équipe del dipartimento, è in fase di elaborazione e di sviluppo un progetto di riorganizzazione delle attività che mira a sviluppare percorsi appropriati».

Il nuovo dipartimento è interaziendale. Cosa significa esattamente?

«Il progetto è di sistema e vede coinvolte le due aziende sanitarie di Parma, puntando su uno sviluppo delle attività integrate ospedale-territorio».

Quali misure saranno adottate dal punto di vista organizzativo?

«Tra le misure che andremo a mettere a sistema la creazione di una funzione di Osservazione breve geriatrica al padiglione Barbieri e l'attivazione, sempre al Barbieri, di una sezione dedicata alle cure intermedie, per governare il delicato passaggio compreso fra il momento in cui si concludono le cure della fase acuta ospedaliera e il rientro al domicilio. Sempre dal lato organizzativo abbiamo realizzato l'integrazione delle funzioni tecniche amministrative insieme ad Ausl, con dipartimenti unici per tutte e due le Aziende».

A tre anni dalla nomina a dg del Maggiore, quali gli obiettivi di cui va più orgoglioso?

«Si sono appena conclusi i lavori di ristrutturazione interna del Day hospital oncologico, al piano rialzato del padiglione Cattani, con spazi riqualificati che offriranno ai pazienti e ai professionisti locali adeguati alla qualità del servizio e al carico di lavoro che deve assolvere».

Quanto è costato l'intervento?

«L'intervento, pari a 1.300.000 euro, ha consentito di realizzare, all'interno della struttura, 13 ambulatori medici; 7 ambulatori di somministrazione e 2 camere di degenza di day hospital. Realizzati anche nuovi parcheggi, che andranno ad aumentare quelli esistenti, e saranno riservati esclusivamente ai pazienti in cura nel Centro oncologico».

Il progetto del Polo oncologico integrato procede?

«Gli ambulatori oncologici al Cattani rappresentano un primo passo in vista della successiva costruzione del Polo oncologico integrato che riunirà in un'unica struttura, nuova e funzionale, in viale Volturno, tutti i reparti di area oncologica, tra cui la Radioterapia sulla quale abbiamo importanti investimenti in corso di realizzazione, tra questi la gara per l'acquisizione di un acceleratore lineare di ultima generazione grazie al finanziamento della Regione di oltre 2.000.000 di euro».

Lavori in corso anche nei padiglioni storici?

«Grazie a un risparmio di bilancio, abbiamo reperito i fondi per poter iniziare la ristrutturazione della storica facciata del padiglione Cattani. I lavori sono iniziati in questi giorni e si inseriscono in un progetto di recupero dei padiglioni storici che è cominciato con il restauro della facciata della Maternità».

Sul fronte dell'innovazione tecnologica come vi siete mossi?

«Nel corso di questi tre anni abbiamo dato particolare rilievo al rinnovamento delle tecnologie sanitarie, perché rappresentano un fattore strategico per garantire ai cittadini un servizio di eccellenza. In quest'ambito, abbiamo investito circa 10 milioni di euro, costruendo un progetto organico di sviluppo pluriennale. Una fortissima azione di rinnovamento tecnologico ha riguardato l'area chirurgica. Due blocchi operatori sono stati interamente rinnovati, per un totale di 10 sale completamente riprogettate e dotate dei più recenti sistemi per la chirurgia laparoscopica. E' stato dato particolare rilievo ai sistemi di gestione multimediale in sala operatoria. Oggi è possibile consultare durante l'operazione chirurgica ogni tipo di informazione del paziente e trasmettere all'esterno della sala, in tempo reale, le immagini. In area neurochirurgica, chirurgia otorino e maxillo-facciale è stato acquisito l'unico sistema per l'esecuzione di Tac intra-operatoria oggi attivo in Regione e sostituite le principali dotazioni tecnologiche di sala operatoria».

E in area diagnostica?

«Sono in corso di sostituzione 3 Tac sulle 5 installate, con un investimento reso possibile da una decisa azione di razionalizzazione della spesa manutentiva del parco tecnologico. Una delle 3 Risonanze magnetiche è stata completamente aggiornata e rappresenta oggi l'installazione più avanzata in Regione in ambito neuro-radiologico».

A questo proposito, quante le prestazioni erogate?

«Nel 2017, oltre 277.000 prestazioni radiologiche di cui circa 57.000 Tac».

Considera la centrale di Trigenerazione una novità significativa?

«La centrale di Trigenerazione realizzata da Siram, garantisce una significativa riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti, pari a 3.825 tonnellate di Co2, corrispondenti a un risparmio di energia pari a quello che si otterrebbe dalla chiusura di 800 caldaie a uso domestico».

Per garantire vera qualità si deve puntare sulle eccellenze professionali. Pensa di avere fatto abbastanza?

«Nell'ambito del personale, la vera forza dell'ospedale Maggiore, a fine 2015 con il rettore Loris Borghi abbiamo presentato sei primari, Enrico Vaienti Clinica ortopedica; Antonio Freyrie Chirurgia vascolare; Antonio Percesepe Genetica medica; Alfredo Antonio Chetta Clinica pneumologica; Claudio Feliciani Dermatologia e Riccardo Volpi alla Clinica e terapia medica. Nomine con una grossa carica innovativa in un percorso di valorizzazione intrapreso con l'Università. Poi a marzo 2016 abbiamo presentato Umberto Vittorio Maestroni alla guida dell'Urologia; ad aprile 2017 Francesco Leonardi all'Oncologia medica e ad agosto 2017 Sandra Rossi alla 1°Anestesia e rianimazione».

Cosa ha guidato le scelte?

«La valorizzazione delle competenze interne o già presenti in altri ospedali della provincia e l'attrazione da realtà extra provinciali. Ma a fianco dei direttori di struttura complessa abbiamo potenziato le funzioni di cura in molte aree del Maggiore, valorizzando le competenze mediche e assistenziali, anche qui secondo il principio di cercare le migliori professionalità».

Può fornire qualche dato?

«Nel 2017 a bilancio gli euro investiti su tutto il personale ammontano a 172.000.000. Dal 2015 a oggi abbiamo speso circa 1 milione di euro in meno sul lavoro interinale del personale assistenziale, risorse che abbiamo investito in lavoro stabile».

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