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IL CASO

Bimbo morto, nessun rigurgito fatale o grave malformazione

10 aprile 2018, 07:01

Georgia Azzali

Non è stato un maledetto rigurgito a uccidere il piccolo. Ma i primi riscontri dell'autopsia non hanno nemmeno evidenziato gravi malformazioni o patologie conclamate che possano aver causato la morte del bimbo di 18 mesi arrivato mercoledì scorso al Maggiore già in arresto cardiaco. Il medico legale Donatella Fedeli non ha potuto ancora dare certezze: nessuna causa evidente, tra quelle che si potevano ipotizzare, ha portato alla morte del piccolo. E allora bisogna continuare ad approfondire, partendo dagli esami tossicologici e istologici. Soprattutto dai primi accertamenti, che però non arriveranno prima di una decina di giorni, ci si aspettano le risposte decisive per capire se e cosa il bambino possa eventualmente aver ingerito. Il pm Paola Dal Monte ha subito aperto, come atto «dovuto», un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato, ma non c'erano né ci sono indagati, perché al momento nessun elemento concreto porta in una direzione precisa.

Un bel bambino, ben cresciuto, che non mostrava alcun segno di maltrattamento o violenza: così era apparso subito agli investigatori, e la conferma è arrivata anche dal medico legale. Ma perché il suo cuore ha smesso di battere? La risposta potrebbe arrivare da quegli esami che ancora mancano all'appello, ma allo stesso tempo non è escluso che gli investigatori possano risentire i genitori: la madre, 36 anni, parmigiana, e il padre, tunisino, 38, che hanno anche altri due figli più grandi. Quel giorno la donna sarebbe uscita di casa verso le 10,30 - è lei stessa ad averlo riferito - per poi rientrare tra le 13,30 e le 14. Da qualche giorno il piccolo avrebbe avuto un po' di febbre, ma la situazione non sembrava grave. In quelle ore, mentre la madre è fuori, in casa c'è il padre. Quando la donna rientra, l'uomo sta dormendo sul divano: non ha sentito il bimbo piangere o lamentarsi, ma quando la mamma si avvicina al lettino si accorge che il figlio fa fatica a respirare, forse è già addirittura morto. I genitori sono confusi, impauriti, ma non perdono tempo e portano il bimbo in ospedale senza aspettare l'arrivo dell'ambulanza.

E' una corsa disperata e vana. Ma nulla lasciava pensare che quelle linee di febbre potessero essere allarmanti, tanto che non sarebbe stato contattato nemmeno il pediatra di famiglia. Non c'erano preoccupazioni, perché sembrava una febbriciattola come tante, che sarebbe passata con qualche tachipirina, la pasticca che sarebbe stata data al piccolo anche poche ore prima della tragedia. Nei giorni precedenti, inoltre, tutta la famiglia aveva anche trascorso qualche giorno al mare. Lontano da quella casa in cui è entrata anche la polizia non trovando nulla di anomalo, ma è anche vero che ormai erano ovviamente passate diverse ore dalla tragedia.

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