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PILOTTA

Apre al Farnese la Sala del Trionfo

11 aprile 2018, 07:00

La Pilotta si adorna di una nuova, preziosissima gemma: la Sala del Trionfo, retrostante il palco del Teatro Farnese, finora non accessibile al pubblico, e stupefacente per eleganza e raffinatezza. Il nuovo spazio, che verrà inaugurato oggi alle 18 con un concerto delle violiniste Mihaela Costea e Simona Cazzulani, le quali eseguiranno brani di Hydinm, Mozart e Verdi, è stato presentato ieri mattina al Farnese dal direttore del Complesso monumentale della Pilotta, Simone Verde, dal sindaco di Colorno, Michela Canova, da un funzionario della stessa Pilotta, Chiara Travisonni e, per la fondazione Arturo Toscanini, da Gianluigi Giacomoni.

«La Sala del Trionfo rientra in un progetto del riqualificazione dell'intero complesso museale della Pilotta - dichiara Simone Verde -. Gli spazi espositivi diverranno tra loro sempre più sinergici e fruibili dai visitatori».

La Sala del Trionfo prende il nome dal sontuoso Trionfo da tavola dello scultore catalano Damià Campeny, fino a pochi mesi fa situato nei Saloni Ottocenteschi della Galleria Nazionale. Attorno al Trionfo da tavola, ora valorizzato in tutta la sua magnificenza, «sono esposti bellissimi oggetti di arte decorativa - prosegue Verde - come consolle, armadi farnesiani, opere di Boudard, tavoli da muro, ceramiche della Real fabbrica di Parma. In esposizione abbiamo anche lo stupendo camino di Petitot».

«Nella Sala del Trionfo ci sono anche oggetti provenienti dalla Reggia di Colorno, tra cui una porcellana di Luisa Elisabetta - spiega il sindaco Michela Canova -. E' uno scambio tra la Pilotta e la Reggia nella convinzione che Parma e provincia debbano maggiormente collaborare tra loro in funzione turistica, beneficiando così di un'importante ricaduta economica».

Tra i bellissimi pezzi in mostra anche «le mattonelle di maiolica del monastero di San Paolo e la cassapanca degli Zucchi, oggetti che, come altri, testimoniano l'altissimo livello della manifattura locale» sottolinea Chiara Travisonni, a cui si deve l'accurata analisi e catalogazione delle opere esposte. Giacomoni infine puntualizza come per la Fondazione Toscanini «sia un piacere collaborare musicalmente a un'iniziativa di così alto livello». E.Z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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