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PROGETTI PER IL TURISMO

Parma sempre più capitale del food

12 aprile 2018, 07:03

LUCA PELAGATTI

Come potrà essere la Parma di domani? La capitale di un territorio fortunato dove cultura e saper fare viaggiano appaiati, dove le eccellenze gastronomiche producono ricchezza e dove tutti - mondo delle imprese e filiere produttive, pubblica amministrazione e industria - collaborano per un fine comune. No, non si tratta di una profezia o di una ottimistica proiezione ma quello che è emerso ieri - in mattinata a Milano davanti alla stampa nazionale e internazionale, nel pomeriggio in sede locale - dalla presentazione del nuovo progetto per la valorizzazione del territorio che nasce da due recenti successi: Parma è «Città della gastronomia» per l'Unesco ma anche capitale della cultura 2020. «E - ha sottolineato l'assessore Casa - questo è il punto da cui partire per guardare avanti».

Uno sguardo che, è stato sottolineato, sceglie l'approccio razionale che è proprio delle imprese per stabilire la visione e gli obiettivi su cui concentrarsi. Per poi passare, ancora più concretamente, all'azione.

«Si dice sempre che bisogna fare emergere i giacimenti di un territorio che siano culturali, artistici, storici e anche gastronomici. Ecco, è proprio da questi ultimi che abbiamo deciso di partire ricordando che il controvalore dei prodotti Dop e Igp nati a Parma supera i 1,5 mld di euro. Ed è una ricchezza da sfruttare», ha proseguito Casa ricordando come sia nata una «cabina di regia» che coinvolge gli attori, pubblici e privati, chiamati, ciascuno per la propria parte, a dare visibilità al meglio della nostra tradizione e produzione.

«A questo progetto abbiamo aderito con entusiasmo visto l'attaccamento al territorio che ci ha visto nascere - ha sottolineato Andrea Belli, responsabile delle relazioni esterne Barilla e rappresentante di «Parma, io ci sto!» a cui ha fatto eco Claudio Leporati, direttore marketing Consorzio del Prosciutto di Parma che ha insistito sul fatto che Parma deve essere sempre più nel mondo la terra del mangiare bene.

Tutto questo è finalizzato alla crescita del turismo, allungando i giorni di permanenza dei visitatori e creando una piattaforma aperta: «Noi vogliamo essere non una piccola capitale chiusa su sè stessa, ma una capitale aperta, che traina e sviluppa quello che sta intorno».

Nel dettaglio la presentazione, che verrà ripetuta a breve a Roma coinvolgendo altri giornalisti stranieri, ha chiarito quali saranno i prossimi eventi che arrivano in un 2018, che è stato dichiarato dal Ministero, «L'anno del cibo italiano».

«Abbiamo preparato questi momenti - è stato detto - per valorizzare la città e per presentare Parma e la Food valley al mondo intero. Per farlo si inizia nei giorni di Cibus con un «fuori salone» che si concentrerà sui Portici del Grano a cui seguirà il City of Gastronomy Festival dal 2 al 3 giugno che coinvolgerà anche le altre città Unesco. Infine, settembre svilupperà «Taste», un mese intero di appuntamenti legati ai prodotti e ai sapori. Per una città potrebbe essere molto. Per una capitale solo l'inizio.

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