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BORGOTARO

Addio a Zanrè, l'alpino dal cuore d'oro

15 aprile 2018, 07:00

FRANCO BRUGNOLI

BORGOTARO E' morto improvvisamente Salvatore Zanrè, una figura a dir poco unica. Aveva 94 anni, ne avrebbe compiuti 95 il prossimo agosto. Vedovo da 13 anni, originario di Buzzò di Albareto, viveva da solo a Case Becci, una contrada della frazione borgotarese di San Vincenzo. E fino ad alcuni mesi fa, guidava l'auto regolarmente.

Era stato un dipendente della Montedison. Lavorò a Milano e provincia, a Bergamo e in altre sedi, ma svolse incarichi anche in Valtaro, sempre per conto della stessa azienda, come tecnico dei fili elettrici ad alta tensione. Lascia quattro figli: Angelo, che abita da tanti anni in Brasile, Annamaria, Antonio e Cristina, tutti residenti nel Milanese.

La sua è stata una vita di intenso lavoro. Aveva un fisico asciutto, ma amava la cucina. Caratterialmente era un uomo solitario. Si autogestiva alla grande, sotto ogni profilo. Ma al tempo stesso era un uomo positivo e ottimista. Aveva il cervello sempre in movimento e amava il dialogo. Ogni mattina leggeva interamente, e senza occhiali, la «Gazzetta di Parma» e si divertiva con i cruciverba della «Settimana enigmistica». Seguiva le notizie nazionali e locali. Era il più vecchio partigiano della vallata, ma anche il decano degli alpini di Borgotaro. Nell'ultimo raduno provinciale dell'Ana (Associazione nazionale alpini) aveva ricevuto un importante riconoscimento, essendo l'ultimo reduce alpino del Borgo. Per il suo compleanno, organizzava sempre con parenti e amici una mega festa nel bosco, dove aveva una casetta.

Un uomo di una rara dignità e prorompente simpatia, doti che gli hanno consentito di acquisire un ampio ventaglio di conoscenze. Ricordava spesso quando aveva dovuto lasciare sua madre, nel 1944, per unirsi ai partigiani. Anche in questo contesto Salvatore dimostrò grande valore e onestà. Fu anche uno dei primissimi donatori di Borgotaro: «Allora - ricordava spesso - non c'era ancora l'Avis, a Borgotaro, e noi facevamo capo all'ospedale Santa Maria e ci toglievano il sangue in "presa diretta"». Era anche iscritto all'Aido.

Tutto il paese lo ricorda con grande affetto, riconoscenza e stima. I funerali avranno luogo domani, alle 14,30, nella chiesa di San Vincenzo (frazione di Borgotaro). Il corteo (in auto) partirà dalla camera mortuaria della casa protetta comunale «Selene Conti» di Borgotaro. In questi ultimi mesi, infatti, i figli, per non lasciarlo da solo a casa, lo avevano inserito tra gli ospiti di questa struttura, dove improvvisamente è morto per arresto cardiocircolatorio, l'altro pomeriggio.

Se n'è andato un grande «vecio», che ha insegnato non solo a tutti i «bocia», ma anche ai suoi cari e a tutti i borgotaresi che lo hanno tanto apprezzato come amico, come «maestro» e come uomo.

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