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Allarme

Frana di Capriglio: l'ultimatum del sindaco

15 aprile 2018, 07:01

BEATRICE MINOZZI

TIZZANO «Se entro il prossimo autunno non saranno realizzate le opere a difesa degli abitati di Capriglio e Pianestolla attuerò tutti i provvedimenti di inagibilità necessari per tutelare chi vive affacciato sulla frana».

Suona come un ultimatum quello lanciato dal sindaco di Tizzano, Amilcare Bodria, al termine della riunione del Coc che si è tenuta sabato in municipio per fare il punto della situazione, alla luce degli ultimi movimenti registrati a ridosso della grande frana che nel 2013, nel giro di poche ore, distrusse case e strade in Val Bardea.

Una riunione - alla quale hanno partecipato amministrazione comunale, Servizio area affluenti del Po della Regione, Unione Montana, Ausl, il Consorzio Emilia Centrale, la polizia municipale dell'Unione Montana, i carabinieri, la Croce Rossa e il Nip di Tizzano, il Comitato Val Bardea, Socogas e alcuni abitanti di Capriglio - indetta per raccogliere le risultanze dei monitoraggi avviati dopo che il 27 marzo scorso la famiglia Manici, la cui casa si affaccia sulla grande frana, segnalò boati, vibrazioni e crepitii notturni che facevano temere che il movimento franoso si fosse rimesso in moto.

Bodria ha rimarcato la necessità di velocizzare la progettazione esecutiva dei lavori di messa in sicurezza degli abitati, dichiarando che «questo progetto è arrivato tardi. Dal canto nostro abbiamo sempre condiviso le preoccupazioni della popolazione cercando in tutti i modi di anticipare la progettazione, ma non è stato possibile.

«Ora chiediamo che i lavori siano realizzati prima della prossima stagione autunnale, in modo da permettere agli abitanti e a chi ha la responsabilità della loro sicurezza di trascorrere un inverno quanto più possibile tranquillo». Bodria ha poi spiegato che i monitoraggi visivi non hanno evidenziato grossi spostamenti, come confermato che dal Nip, dalla Croce Rossa e dalla famiglia Manici, se non il movimento di alcune crepe nel muraglione a valle della strada che insiste sulla nicchia di distacco e uno smottamento a monte di Caneto di Capriglio, che è arrivato ormai a minacciare anche strada Val Bardea. A confermare questa sostanziale stazionarietà è stato anche Giovanni Truffelli, geologo del Servizio affluenti del Po, che ha riportato i dati emersi dal monitoraggio strumentale, anticipando che quest'ultimo sarà implementato per verificare con maggior sicurezza la presenza e l'entità di nuovi movimenti. Truffelli ha confermato anche che la progettazione sta procedendo, ammettendo che comunque si tratta di un progetto complesso e articolato, il cui obiettivo è isolare gli abitati di Capriglio e Pianestolla dal corpo di frana. Al termine della riunione il sindaco Bodria ha confermato la necessità di continuare con i monitoraggi notturni (ridotti da due a uno) almeno fino alla fine di aprile, quando alla luce di nuove verifiche strumentali si valuterà il da farsi.

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