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VINITALY

Parma protagonista con sei cantine

16 aprile 2018, 07:01

Dal nostro inviato

SANDRO PIOVANI

VERONA Le cantine di Parma ci credono: il movimento enoico della nostra provincia si è presentato a Vinitaly 2018 con sei aziende, oltre al Consorzio dei vini dei colli di Parma. Un avamposto importante, protagonista nel padiglione 1 Emilia Romagna anche perché ogni stand ha sì portato i propri vini ma ha proposto abbinamenti irresistibili, dal Prosciutto di Parma al Salame di Felino sino al Parmigiano Reggiano. Ma soprattutto le cantine parmigiane hanno portato il loro entusiasmo.

MONTE DELLE VIGNE

Come sempre è il wine-maker Andrea Ferrari ad annunciare le novità della cantina di Ozzano. E stavolta non è un vino o una bottiglia, la novità riguarda una scelta importante per il futuro della cantina, che dal 2018 diventa completamente bio. «Per noi è il Vinitaly delle cose nuove - spiega Ferrari -. Vogliamo parlare di sostenibilità. Siamo qui per presentare soprattutto quello che facciamo in campagna e in cantina, perché siamo da quest'anno completamente biologici. Vogliamo cambiare e porre un'attenzione importante ai vini e al territorio. Vogliamo raccontare cose vere». Una scelta importante per una cantina che da anni rappresenta una sorta di apripista del movimento enoico parmigiano. «In effetto credo che Monte delle Vigne rappresenti un punto di riferimento, perché abbiamo portato nel nostro territorio la consapevolezza di poter produrre anche vini importanti. La scommessa è quella di fare grandi varietali in un terroir importante».

OINOE

Profuma di entusiasmo lo stand di Oinoe (la città del vino), dove i fratelli Cerioli, Azzurra e Alex, accolgono i visitatori fieri del loro lavoro. Che sta dando riscontri importanti, dalla critica ma soprattutto dai consumatori. «I numeri della nostra cantina, nei primi tre mesi di questo 2018, sono in forte crescita, con un aumento percentuale che va in doppia cifra - spiega Alex Cerioli -. Siamo a 21 ettari di vigneti, anche se non tutti sono in produzione. Cresce più la vendita della produzione e l'unico rammarico è che potremmo rimanere senza qualche referenza. Usiamo le nostre uve e le lavoriamo nella nostra cantina».

CANTINE CECI

Anche Sandro Ceci, delle omonime cantine di Torrile, sorride. Il traguardo degli 80 anni di attività rappresenta un passaggio importante per questa azienda. E il vulcanico patron festeggia abbinando il suo vino all'arte: «Abbiamo chiesto a dieci artisti emergenti europei di fare un quadro per decade, con l'icona del decennio. Abbiamo 81 quadri, 81 opere d'arte. Dedicate ad “Otello nero di Lambrusco”. In ogni cartone ci saranno sei copertine-opere, da collezionare». Parlando di vino, c'è una novità nel lambrusco: un vino vecchio stile, con un residuo zuccherino basso, dedicato a “Bruno”, figlio del fondatore».

UNO STAND, TRE CANTINE

Nello stesso stand, fianco a fianco, lavorano tre cantine del nostro territorio. Alla fine potrebbe essere questa la vera novità di questo Vinitaly alla parmigiana. «Credo che sia arrivato il momento di fare squadra - spiega Giovanni Lamoretti dell'omonima cantina -, perché Parma ha delle potenzialità uniche, sia dal punto di vista del vino che del food in genere. Dobbiamo far capire ai nostri clienti che bevendo Malvasia di Candia o Lambrusco bevono vini dalla lunga storia». Anche Alessandra Dodi (Azienda Palazzo) punta su qualità e unicità del territorio: «Ci ripresentiamo a Vinitaly per valorizzare i vini del territorio, Malvasia e Lambrusco. Abbiamo 20 ettari di vigne e una parte è convertita a biologico. Presentiamo anche il nostro passito (Malpassito) e una piccola produzione di metodo classico». E Bonfiglio Carra (dell'omonima cantina) chiosa parlando di «rappresentanza di Parma, partendo dal gruppo. E io presento il nuovo sistema di vinificazione che ho brevettato, mirata ad abbassare i solfiti quasi del tutto».

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