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Baganzola

Troppi furti, gli abitanti si barricano in casa

16 aprile 2018, 07:02

MARIA TERESA ANGELLA

GOLESE Oltre l’autostrada Milano-Bologna e il tratto ferroviario Tav, che passano sul lato sinistro del torrente Parma, sorge una frazione molto viva inserita nel quartiere Golese. Stiamo parlando di Baganzola, una realtà importante a soli sei chilometri a nord di Parma, dove persistono alcuni disagi che preoccupano i residenti.

La prima struttura che si incontra arrivando a Baganzola, venendo da Parma e passando sotto il ponte della Tav, è un vecchio edificio in rovina piuttosto grande dichiarato inagibile da tempo. Alcuni punti del cortile sono usati come discarica ed è impossibile non notare gli evidenti segni di un incendio che si è propagato sul retro, al piano superiore, forse causato da inquilini abusivi.

La strada in alcuni punti è dissestata, soprattutto vicino ai campi da calcio in strada Vecchia di Baganzola e strada Nuova di Baganzola, ma questo non impedisce agli automobilisti di correre, come conferma Sergio Vella: «La strada principale sembra un’autostrada. L’autovelox e il dosso non servono a nulla, qui corrono a tutte le ore del giorno e della notte».

Un altro problema di Baganzola è quello messo in risalto da Simone Silva, che si lamenta delle condizioni della pista ciclabile, già oggetto di numerosi malumori negli anni passati. «La pista ciclabile che costeggia la frazione fatta in certi momenti è bellissima - afferma Silva -, nelle sere d’estate, se si ha voglia di pedalare, la si può percorrere arrivando fino al ponte Europa. Però quando piove diventa pericolosissima, soprattutto nel tratto vicino al sottopasso della Tav, dove le buche si riempiono di fango, si rischia di cadere e i bambini possono farsi male. Così bisogna scendere, fare a piedi il pezzo sotto il ponte che è pericolosissimo per colpa delle macchine che sfrecciano, e risalire dall’altra parte».

Altro tema che infiamma gli abitanti è quello, ormai noto, della sicurezza: non è difficile notare che molte case e attività hanno sbarre, saracinesche e inferriate spesse a porte e finestre. Per Nicola Tivoli, proprietario dell’omonimo bar tabaccheria in strada Baganzola, è un problema di controlli mancati: «C’è un'evidente assenza del Comune, che non ci tutela in termini di sicurezza. I furti sono frequenti e per questo motivo siamo stati costretti a mettere le inferriate alle finestre del bar. Non abbiamo né controllo di vicinato né altro, siamo abbandonati, in balia dei furti che avvengono a raffica e alle volte anche con modi estremi, come l’episodio della macchina usata come ariete per entrare dentro un’attività. Di notte a Baganzola stiamo in casa con la paura».

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