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INCURIA

Pozzetti divelti, decine in tutta la città

17 aprile 2018, 07:02

GIAN LUCA ZURLINI

Il decoro di una città passa anche dalle piccole cose. Da quei particolari che danno l'idea di spazi curati oppure di un'incuria diffusa.

Ed è proprio questa l'impressione che Parma dà a chi viene da fuori se si guardano le condizioni di abbandono in cui si trovano decine di pozzetti per l'elettricità e quadri elettrici di vario tipo disseminati nelle vie e nelle piazze. Oggetti, che va sottolineato, sono danneggiati da tempo nella pressoché totale indifferenza degli enti competenti. A segnalare questo vero e proprio «campionario degli orrori» che oltretutto rappresenta anche in alcuni casi un potenziale pericolo per la sicurezza dei cittadini, sia per la presenza di tombini aperti che anche di possibili contatti con la corrente elettrica, sono le foto scattate pazientemente dal nostro lettore Giuseppe Pattini.

Un vero e proprio lavoro «certosino» di documentazione che non risparmia praticamente nessun quartiere di Parma come mostrano le foto pubblicate, solo una piccola parte di quelle scattate. E il «campionario» è ben più vasto, visto che sono almeno una trentina i luoghi in cui la manutenzione è stata, per usare un eufemismo, quanto meno poco accurata. E sarebbe urgente che, a partire dal Comune per le parti di propria competenza e magari come parte sollecitante verso gli altri enti, si intervenisse per mettere in sicurezza una situazione che davvero sembra ormai cronicizzata nell'indifferenza delle istituzioni.

I LUOGHI DELL'INCURIA

C'è davvero soltanto l'imbarazzo della scelta tra le foto che ci ha inviato Giuseppe Pattini, tutte attuali e scattate pochi giorni fa con puntiglio degno di un fotoreporter. Si va dai quadri elettrici aperti in borgo Giacomo, in via Puccini, proprio vicino alle scuole della strada, oppure in via Venezia, ai pozzetti «targati» ex Amps in viale Mentana fino ai pali per l'illuminazione stradale dove in molti casi i fili sono scoperti e ben visibili a chiunque. I casi anche qui sono numerosi: viale Partigiani, via Pasubio, viale Tanara fra gli altri. Un altro esempio sono i «pozzetti» sotterranei con i tombini o le coperture divelte o semplicemente spostate: casi documentati ci sono in via Pasubio, alla Crocetta in via Emilia Ovest, in piazzale Matteotti, sede di mercato, proprio a fianco dei giochi per bambini. oppure in viale Giulio Cesare, nelle vicinanze della sede Efsa. Nel parcheggio dell'Esselunga di via Emilia Ovest c'è addirittura una cabina del contatore rotta con cavi e contatori in bella vista per chiunque. così come in via Toscana proprio vicino a una fermata dell'autobus e poi, «dulcis in fundo», addirittura una cabina del gas alla Crocetta. Il «censimento» di Giuseppe Pattini è impietoso e fotografa una situazione dove una parte importante è giocata sicuramente anche dai vandalismi diffusi e dall'inciviltà di molti cittadini.

Ma il punto è che non è pensabile che si continui a tollerare una situazione in cui, oltre all'estetica, entrano in ballo anche questioni di sicurezza. Anche perché tutte le «infrastrutture» danneggiate sono state individuate e fotografate da un semplice cittadino e dunque possono essere facilmente ritrovate anche dalle istituzioni. L'auspicio è che tutti gli enti coinvolti intervengano al più presto, anche perché non si tratta di cortili privati, ma di aree pubbliche e in alcuni casi anche «sensibili» per la presenza potenziale di bambini, i più esposti ai rischi.

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