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Strajè

Quei parmigiani di Milano

18 aprile 2018, 07:00

«Civis parmensis sum». Con queste parole Giorgio Torelli, che a Parma ha lasciato il cuore, si è presentato ai parmigiani di Milano che hanno riportato in vita il Consolato di Parma. E nessuno avrebbe potuto farlo meglio di lui, 90 anni portati splendidamente, sessanta dei quali all'ombra della Madonnina, capo indiscusso della tribù degli strajè milanesi. In tanti (imprenditori, manager, banchieri, architetti, avvocati, medici, giornalisti) hanno risposto con entusiasmo all'appello lanciato da Angelo Busani e Marco Manfredi e si sono ritrovati in una bella serata primaverile con le gambe sotto il tavolo del ristorante Tommasi in piazza Giovine Italia. E' stato un ritrovarsi fra vecchi amici ma anche, e forse soprattutto, un scoprirne di nuovi, vicini di casa accomunati dall'erre arrotata. Risate, ricordi e battute in dialetto hanno preceduto la cena. Un caldo applauso ha salutato la notizia data da Giuliano Molossi ai commensali che il Parma aveva espugnato Ascoli e, sia pure temporaneamente, era secondo in classifica. Poi, mentre ai tavoli le conversazioni si intrecciavano sulla Parma di ieri, di oggi e di domani, e si pensava all'eventuale nome da dare al sodalizio, agli appuntamenti futuri (prossimo appuntamento alla fine dell'estate) e a chi potesse vestire i panni del primo console della nuova era (molto apprezzata un'ipotesi al femminile) è toccato a Giorgio Torelli alzarsi e salutare i convitati.

«Vivo da sessant'anni a Milano e mi sveglio parmigiano con il compiacimento di esserlo. Nella mia vita ho girato il mondo in lungo e in largo ma non ho mai visto in tutta la mia vita una comunità come la nostra, una simile raccolta di personaggi, non ho mai conosciuto un parmigiano banale. Ognuno di noi quando vuol dire qualcosa in dialetto, che si tratti di amore, di dolore, di combattimento, di speranza ha una tavolozza di pennelli straordinaria. Quando mi dicono: vivi da sessant'anni a Milano e parli ancora di Parma così, io rispondo che quando hanno ritrovato dei chicchi di grano nelle piramidi hanno fatto la farina e il pane e quei chicchi erano lì da secoli. Con questo voglio dire che è impossibile che in ciascuno di noi non ci sia quel deposito di parmigianità che è il nostro capitale versato».

Alla prima uscita del Consolato, oltre a Torelli, erano presenti: Andrea Casalini, Cesare Azzolini, Mario Tardini, Angelo Mambriani, Federica Gambigliani, Angelo Busani, Marco Manfredi,Simona Scalercio Manfredi, Manuela Soncini, Giuliano Molossi, Marco Nicolucci, Gennaro Del Sorbo, Alessandra Azzolini, Carlo Salvatori, Paola Musile Tanzi, Emanuele Flappini, Ilaria Dallatana, Luca Bassi, Giorgio Squarcia, Giorgio Grignaffini, Anna Marchi, Daniele Cobianchi, Enrico Sisti, Guido Lanzoni, Chiara Franchi, Elisa Ambanelli, Francesca Beccacece. r.c.

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