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Polemica

Parco del Dono, abitanti contro migranti

19 aprile 2018, 07:01

Parco del Dono, esplode il disagio dei residenti. Oltre all'incuria in cui verserebbe l'area verde a cui si può accedere da viale Duca Alessandro (questo accesso però è ora temporaneamente chiuso per la caduta di grossi rami e anche in questo caso i residente lamentano scarsa manutenzione, ndr), via Bizzozero e via Montebello, alcune persone che abitano nella zona lamentano da tempo il disagio che devono sopportare a causa della presenza, in questa zona residenziale un tempo assai tranquilla, di un condominio, gestito da una onlus, che ospita, tra gli altri, una trentina di immigrati africani richiedenti asilo o protezione internazionale.

«Diversi di loro - spiega Priamo Bocchi che, oltre a essere un esponente di spicco di Fratelli d'Italia, abita anche in viale Duca Alessandro e si fa quindi portavoce del disagio - si ritrovano spesso a fumare spinelli a tutte le ore del giorno, all'interno di un spazio appartato del vicino Parco del Dono. Questo accade in un'area dello stesso che beffardamente contiene, grazie alla intuizione di un fantasioso progettista, un romantico percorso olfattivo e dal quale invece, le piante aromatiche sono tutte seccate e le targhe illustrative distrutte, promanano ora nuvole di fumo e zaffate di cannabis».

Ultimamente, continua Bocchi, «alcuni ospiti della comunità sembrano essersi rafforzati in spavalderia, forti del loro status di presunti profughi, condizione che permette loro di godere di coccole ed attenzioni da parte delle numerose istituzioni pubbliche e private che premurosamente li mantengono, sempre molto preoccupate dei loro diritti e molto meno, oltre che dei loro doveri, di quelli di coloro che, sopportandone i costi, sono costretti a subire anche le conseguenze dei loro frequenti comportamenti incivili».

Capita allora sempre più spesso che, prosegue, «tra un tirocinio e l'altro, tra una fotografia con l'assessore e una visita aziendale, tra una comparsata in uno spot pro-accoglienza e una birra sul marciapiede, alcuni di loro si preparino con cura le loro “canne”, non più defilati e al riparo da quegli occhi indiscreti che pure sfiderebbero (è successo anche questo) senza timidezze, ma all'ingresso del parco stesso». E capiterebbe che «se le fumino liberamente, in faccia alle giovani mamme che conducono i loro passeggini o alle persone anziane che hanno i figli cresciuti e a passeggio portano i loro cani. Nei giorni scorsi Guido Barilla ha parlato con amarezza di una città, la nostra, in evidente decadenza. Purtroppo la realtà e la cronaca quotidiana lo confermano ogni giorno di più. Solo la nostra amministrazione locale, chiusa nella propria retorica auto celebrativa, refrattaria a ogni critica e ligia all'ideologia radical e politicamente corretta, sembra non prenderne sufficiente coscienza».

Bocchi punta il dito anche sulla carenza di manutenzione del parco, oggetto anche di atti vandalici. «Il monumento alla Folgore, ad esempio - conclude -, che si trova all'interno dell'area verde, è stato già più volte danneggiato e oltraggiato».

r.c.

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