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Dieci anni

Beve soda caustica: bambina di Bari salvata al Maggiore

20 aprile 2018, 07:04

MARGHERITA PORTELLI

Bere un bicchiere d'acqua dovrebbe essere il più semplice dei gesti, ma per la piccola Anna Maria è stato il principio di un incubo.

Dieci anni e due occhi neri capaci di sorridere da soli, la bimba di origini pugliesi la scorsa estate stava festeggiando il matrimonio di amici di famiglia in una rinomata sala ricevimenti nel Barese insieme a mamma e papà, quando, nel giro di pochi secondi, tutto si è trasformato in un inferno.

C'ERA CHECCO ZALONE

La location è di lusso e ci sono anche dei vip come Checco Zalone tra gli invitati. Tutti si divertono. La giornata è torrida e la piccola si scatena in pista ballando con mamma: è assetata. Si avvicina al bancone e chiede al cameriere un po' d'acqua. Giusto il tempo di un sorso e la vita di un'intera famiglia cambia per sempre.

L'USTIONE

Accidentalmente alla piccola viene dato un bicchiere di detergente industriale per lavastoviglie, una sostanza caustica che le ustiona bocca, esofago e stomaco.

Anna Maria comincia a vomitare sangue, piange disperata per il bruciore.

La situazione è gravissima e la piccola viene ricoverata all'Ospedale di Bari, ma nei giorni successivi il suo quadro clinico non migliora.

MENO 20 CHILI

Abbastanza robusta di corporatura, nel giro di poche settimane arriva a perdere 20 chili.

Viene dimessa, dopo 45 giorni, con l'esofago in peggioramento e la prescrizione di una semplice terapia vitaminica. Mamma Maria Antonietta e papà Giovanni sono disperati perché vedono la propria bimba stare male, completamente senza forze, e così decidono di fare qualcosa.

DA BARI A PARMA

«Il 12 settembre siamo riusciti a metterci in contatto con il professor Gian Luigi de' Angelis della Gastroenterologia dell'Ospedale di Parma, che ha subito compreso la gravità della situazione – racconta il papà, Giovanni Cagnazzo, libero professionista -. Nel giro di pochi giorni siamo arrivati a Parma: tre settimane di ricovero e poi, da allora, ogni 15-20 giorni siamo tornati per una settimana».

La piccola Anna Maria è stata sottoposta a una terapia antibiotica e cortisonica mirata, e a un supporto nutrizionale via parenterale; da subito ha cominciato, un poco alla volta, a stare meglio.

In sette mesi, è andata diciassette volte in sala operatoria per sottoporsi a quattordici gastroscopie e sette dilatazioni dell'esofago in anestesia totale.

«L'esofago di una bambina di quell'età ha un diametro di circa 15-20 millimetri - sottolineano i genitori -: quando è stata fatta la prima dilatazione, dall'esofago di Anna Maria non passava una sonda di 4 millimetri. Ora il diametro arriva quasi a tredici millimetri».

IL MIRACOLO

Così il calvario della piccola ha cominciato ad assomigliare a un miracolo.

«Negli ultimi mesi Anna Maria è tornata a scuola, ha cominciato a fare una vita più o meno normale - racconta la mamma, Maria Antonietta Perrella, dipendente pubblica -. Non può più fare sport o cantare, come faceva prima, ma sta meglio e noi abbiamo ritrovato la speranza».

Dopo quell'assurdo incidente, come è facile immaginare, la vita della famiglia Cagnazzo è stata stravolta, rivoluzionata.

GRAZIE AL MAGGIORE

«Anna Maria è una bambina forte, intelligente, trova il coraggio per affrontare questo percorso e noi le stiamo vicini con il nostro amore» sorridono i genitori, che ancora non si spiegano come tutto questo sia potuto accadere.

Una tragica distrazione che stava per costare la vita ad una bambina e su cui la magistratura farà chiarezza.

Intanto, a Parma, mamma e papà hanno ripreso a respirare e, anche se il percorso di guarigione richiederà ancora del tempo, non riescono a smettere di dire grazie allo staff del Maggiore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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