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Stazione

Chiude il piano dei senzatetto

20 aprile 2018, 07:01

MONICA TIEZZI

È stato chiuso mercoledì, e non si sa ancora quando riaprirà, il piano meno due del parcheggio sotterraneo della stazione. Una decisione presa per lo stato di degrado del piano, documentato anche di recente dalla Gazzetta: giacigli di fortuna, escrementi, coperte tese per creare angoli di «privacy», spaccio e richieste di elemosina.

Inaugurato alla fine del 2015, il parcheggio, oggi gestito da Infomobility - 223 posti auto su 15 mila metri quadrati distribuiti su due piani - era stato presentato come snodo che permetteva di parcheggiare in pieno centro per poi scegliere di muoversi in treno, bus, scooter o bici, grazie alla vicina Cicletteria, punto di noleggio delle due ruote.

A tre anni di distanza però la struttura è apparsa nelle cronache più per la «colonizzazione» notturna dei senzatetto che per la capacità di dare una risposta al problema della sosta in città. Fino alla decisione presa mercoledì. Cancelli chiusi e divieto di accesso.

L'amministratore di Infomobility, Giovanni Bacotelli, spiega che la chiusura è temporanea, ma non si sbilancia sui tempi: «Dovremo fare sopralluoghi per valutare gli interventi necessari dopo diversi atti vandalici e per rendere di nuovo decoroso e sicuro il parcheggio. Il sistema antincendio, ad esempio, è stato più volte messo ok, riparato e di nuovo danneggiato, perché i manicotti vengono usati per prendere acqua e lavarsi, e c'è da fare anche un lavoro di sanificazione». Soprattutto, dice Bacotelli, «ci sono da valutare interventi e contromisure per evitare occupazioni e danneggiamenti».

La chiusura, aggiunge Isabella Tagliavini, amministratrice di Stu Stazione, è stata concordata con il Comune e le forze dell'ordine e con l'ok dei vigili del fuoco per quanto riguarda le modalità: «Occorre dare sicurezza agli utenti del parcheggio, fra cui tanti pendolari. Ci rendiamo conto del disagio. Non è stata una decisione facile, trattandosi di una struttura pubblica al servizio della collettività. Ma la chiusura temporanea consentirà un'importante “bonifica”, oltre a permettere una più efficace gestione della sicurezza nell'unico piano accessibile».

Resta comunque il problema di quella che sembra una «zona franca» per malintenzionati. «Ricevo quotidianamente lamentele, e a volte insulti, per questa difficile situazione - non nasconde Bacotelli - Lavoriamo di concerto con forze dell'ordine e polizia municipale. Inoltre gli addetti dell'Ivri eseguono quattro passaggi al giorno, anche all'una e alle cinque di mattina. Fanno quello che possono, con i limiti imposti dalla legge a chi non è forza pubblica di sicurezza, allontanando chi non dovrebbe stare lì. Anche le pulizie vengono effettuate tre volte a settimana, con la vigilanza della polizia municipale che garantisce la sicurezza di chi svolge il lavoro. Ma il problema della stazione di Parma è quello di molte altre stazioni urbane, calamite di emarginati».

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