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COMPLEANNO

La storia dell'Astra, 70 anni tra calcio e baseball

20 aprile 2018, 07:00

VITTORIO ROTOLO

Ha allevato generazioni di giovani sportivi, l'Us Astra: qualcuno, nella propria disciplina, si è fatto strada, arrivando a toccare vette inimmaginabili; altri, come il più delle volte accade, si sono dovuti invece «accontentare» di calcare i campi per passione e divertimento. Che non è comunque poco.

Nessuno di loro può tuttavia aver dimenticato le proprie origini, da ritrovare nel cortile della parrocchia di Ognissanti in via Bixio, nel cuore dell'Oltretorrente. È qui che è nato tutto, settant'anni fa.

Era infatti il 21 aprile 1948 quando venne ufficialmente costituita l'Astra, oggi conosciuta per la sua intensa attività calcistica, marchio di fabbrica che si riflette nella vitalità dei suoi 250 tesserati, espressione di una dozzina di squadre (dai piccolissimi della scuola calcio ai più grandi, compresa una sezione femminile).

Ma questo sodalizio non è stato certamente solo calcio, nella sua lunga storia. Negli anni d'oro, era addirittura una polisportiva che aveva nel baseball il proprio fiore all'occhiello, con diversi titoli nazionali conquistati a livello giovanile.

Stupire è evidentemente nel destino di questa società che suscita curiosità già a partire dai suoi stessi colori: blucerchiati, come la Sampdoria.

Ed anche qui, c'è una storia da raccontare. Nessun rapporto di collaborazione, fra i due club ma un omaggio che risale agli anni Sessanta e che si deve allo zio dell'allora presidente dell'Astra, Franco Bortesi, ai tempi membro del consiglio direttivo della Samp.

Con quelle casacche da serie A, e nei nuovi spazi della parrocchia Santa Maria del Rosario di via Isola (dove nel frattempo era stata trasferita tutta l'attività), ci si sentiva davvero «importanti».

Fra i primi ad indossarla, la maglia blucerchiata, l'attuale numero uno Ezio Ficarelli. «Per l'Astra ho fatto di tutto: il calciatore, l'allenatore, il dirigente ed infine il presidente» racconta con orgoglio, custode della memoria storica della società e sempre pronto a promuovere iniziative sociali.

«Con il torneo internazionale Noi con gli Altri, che riproporremo pure quest'anno ospitando una cinquantina di formazioni di sette categorie, sosteniamo ad esempio l'Ospedale dei bambini. Ma recentemente siamo stati anche fra i terremotati di Amatrice, portando in dono palloni per la squadra di calcio».

Gestire una società sportiva, oggi, è assai complicato, «visti i passaggi burocratici e gli obblighi normativi cui si è costretti a far fronte – spiega Ficarelli - si fa fatica a trovare volontari disposti a seguire la macchina organizzativa. Ma andiamo avanti, con lo stesso entusiasmo di sempre e la voglia di continuare ad essere un punto di riferimento per il quartiere».

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