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VIA SIDOLI

Scende dall'autobus: 83enne assalita e rapinata

21 aprile 2018, 07:04

Laura Frugoni

E' scesa dal «5» alla fermata nel primo tratto di via Sidoli, ha attraversato con prudenza e si è avviata verso casa. Una passeggiata breve visto che non abita lontano: via Hiroshima. Erano le sei di un pomeriggio splendente, in uno dei quartieri residenziali più verdi, più tranquilli della città: cosa mai poteva capitarle di male? Questo: ancora prima di metter piede nell'androne del suo palazzo l'anziana è stata sbattuta a terra e rapinata da un delinquente, probabilmente molto giovane ma la ferocia è già quella di un criminale consumato. Perché la sua «preda» ha 83 anni e per strapparle la catenina d'oro dal collo non ha esitato a spingerla giù faccia a terra, e quella spinta poteva anche farle molto male. Questa è l'unica buona notizia: l'ottuagenaria sta bene, niente di rotto per fortuna, dopo l'agguato non ha nemmeno voluto che arrivasse l'ambulanza. Dev'essere un tipo «tosto», anche se le ferite invisibili non andranno via tanto presto.

Ormai era arrivata, sicuramente qualcuno la stava seguendo a distanza. Ha fatto in tempo a girare la chiave del cancello, si è avviata nel vialetto che porta all'ingresso. Il rapinatore è entrato in azione in quel preciso istante: con una mossa fulminea ha impedito al cancello di richiudersi, l'ha afferrata per le spalle e l'ha fatta cadere. Con uno strappo s'è preso la catenina ed è corso via: sparito in pochi secondi. Il condominio è grande, parecchia gente è sobbalzata sentendo le urla dell'anziana: si sono affacciati alle finestre, sono accorsi ad aiutarla. E' arrivata anche la polizia in via Hiroshima e subito è cominciata la caccia. A quanto pare non cercano una persona ma un terzetto: è assai probabile che quello che materialmente ha messo a segno la cruenta rapina si trovasse insieme a due compari e questa ricostruzione si basa su diversi tasselli messi insieme dai poliziotti delle volanti. L'anziana ha visto soltanto una persona e per giunta male, visto che è stata sorpresa di spalle. Ma qualcun altro ha raccontato particolari che potrebbero rivelarsi molto interessanti. La pensionata era scesa dal «5» e proprio a bordo di quel bus sarebbe stato notato - in particolare da una vicina di casa scesa anche lei a quella fermata - un terzetto più che sospetto. Facce da balordi. Sui vent'anni, maglietta e pantaloni neri: uno dalla carnagione olivastra, più scuro degli altri. Possibile che siano stati quei tre a decidere di seguire la pensionata fino a casa (anche se il lavoro più sporco l'ha fatto uno solo)? Possibile sì, anzi probabile. In serata s'è fatto vivo al 113 anche l'autista del bus che aveva saputo della rapina: anche lui aveva qualcosa da dire. E magari anche da mostrare, visto che sull'autobus ci sono le telecamere.

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