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Calcio

Parma, tre punti costosi

22 aprile 2018, 07:01

PAOLO GROSSI

Una vittoria fondamentale che speriamo non sia di Pirro. Nel senso che tre punti ieri sono costati quattro infortunati che si aggiungono ai sei che già affollano l'infermeria. Mancano cinque partite: il cuore e la maturità della squadra promettono bene, ma c'è anche un aspetto fisico che non è secondario.

D'Aversa alle prese con sei pesante assenze, che tra l'altro gli lasciavano a disposizione solo tre centrocampisti, aveva risolto il dilemma formazione schierandoli tutti nel consueto 4-3-3. Casomai, deve aver pensato il tecnico, a passare a un diverso sistema di gioco si farà in tempo strada facendo se ne sorge la necessità. E così sarà. Nel Carpi va in panchina Verna, in gol all'andata, mentre è Sabbione in attacco a fungere da spalla a Melchiorri. Si capisce già nel prepartita che c'è un agguerrito avversario in più per entrambe le squadre, ed è il primo vero caldo che rischia di anticipare la spia della riserva specie per i giocatori più di movimento.

DOPPIO VANTAGGIO

Si parte e il Carpi è diverso da come ce lo si aspettava. Calabro ha infatti optato per un 4-4-2 molto fluido che punta in particolare su Jelenic a destra per riversare cross in area. Nel frattempo però Di Gaudio e Siligardi provano a punzecchiare, mentre sull'altro fronte la prima parata di Frattali arriva su incornata di … Lucarelli. Intanto Barillà scalda il piede: prima ci vuole Garritano appostato sul palo più lontano a salvare di testa su un suo tiro in mischia da corner, poi però l'ex Trapani va a segno quando riceve da Di Gaudio in piena area, ha un controllo approssimativo ma è lesto a ricomporsi e saettare di destro, rasoterra, nel sacco. Il Carpi si limita a uno spettacolare doppio tunnel di Melchiorri ai danni di Gagliolo e Lucarelli. L'ultima volta al Tardini una giocata così si era vista proprio ad opera del capitano che nel 2013 aveva «infilato» in rapida successione Montolivo e Zapata. Non c'è una nuvola in cielo ma piove lo stesso sul bagnato nel senso che alla mezz'ora lo stesso Lucarelli si fa male: esce tra gli applausi ed entra Sierralta. Il finale di tempo è tutto di marca crociata e alla fine l'1-0 è persino striminzito. Vacca e Munari, forse per distribuire meglio le energie, si sono scambiati le posizioni ed è il secondo a fare il centrale occupandosi di un Sabbione alto quasi quanto lui. Nei minuti finali l'arbitro Minelli fa inviperire il Parma e i suoi tifosi prima affibbiando un'ammonizione esagerata a Sierralta, poi fischiando una veniale spinta di Vacca a Pasciuti.

La ripresa si apre come meglio non potrebbe: Siligardi calcia dalla zona dell'angolo a sinistra una punizione per fallo su Di Gaudio. La sua parabola tesa cade nell'area piccola dove ancora Barillà anticipa tutti e, sia pur in modo scomposto, con la suola manda la palla a rimbalzare sotto l'incrocio dei pali. Stavolta però gli ospiti rispondono. Punizione di Garritano, Concas, appena entrato per Mbaye, di testa prolunga e Poli in spaccata insacca. E ripiove: si fa male anche Vacca e gli subentra Mazzocchi con Gazzola che passa a fare l'interno destro di centrocampo.

TOTALE EMERGENZA

Calabro ha ridisegnato la squadra con Sabbione ora uomo ovunque a centrocampo, Jelenic e Garritano invertiti di posizione, Concas a fianco di Melchiorri. Quando quest'ultimo alza da buona posizione una girata di destro è il 64' e ci aspetta una lunga mezz'ora. D'Aversa l'affronta passando al 3-5-2 quando anche Di Gaudio alza bandiera bianca e al suo posto entra Anastasio. Il Parma però è stremato e pian piano arretra e finisce per fare le barricate. Quando poi a 8' dalla fine si fa male Munari, sembra di essere su Scherzi a Parte ma vien da piangere: il Parma gioca in dieci con Gazzola play maker e Siligardi interno di centrocampo. Ma, strenuamente, resiste, senza più correre pericoli e senza tremare neppure quando vengono prescritti sei minuti di recupero. Adesso si riposerà sul divano tifando per l'Empoli che domani gioca a Frosinone.

Le pagelle del Parma

Paolo Grossi

FRATTALI 6,5

La parata più difficile la fa sul colpo di testa di Lucarelli, poi intercetta bene diversi traversoni.

GAZZOLA 7

Eroico. Corre, prende botte, chiude e riparte. E, soprattutto, si adatta a tre ruoli diversi, compreso quello di play maker nel finale. Da commuoversi vedere la sua abnegazione.

IACOPONI 6,5

Sull'azione del gol del Carpi Concas lo brucia di testa, ma nel resto della gara è il solito: deciso, pulito, fisicamente reattivo.

LUCARELLI 6

Gioca mezz'ora, sfiora l'autogol, poi alza bandiera bianca. Esce accompagnato da un'ovazione: speriamo non sia stata l'ultima.

SIERRALTA 6,5

Non giocava dal 27 dicembre contro lo Spezia. Subentra, viene penalizzato da un'ammonizione troppo zelante, poi se la cava egregiamente con modi magari rustici ma efficaci.

GAGLIOLO 6

Parte ballando, chiude battagliando. Jelenic lo mette in difficoltà, poi cambia fascia mentre lui nella ripresa alza lo scudo e difende l'area da centrale.

MUNARI 6

Si sapeva che era al limite, e gioca una partita in formato «energy saving». Riesce comunque fare diga fin quasi alla fine, quando purtroppo deve anche lui fermarsi.

VACCA 6,5

Va troppo presto ko, ma prima fa la sua parte con determinazione, generosità, e idee ordinate.

MAZZOCCHI 6

Speravamo potesse dare di più. E' generoso ma un po' confusionario.

BARILLA' 7,5

Due gol non certo raffinati per gestualità tecnica ma pieni di astuzia e tanta «fame», quella che il Parma ha ritrovato negli ultimi due mesi e che dovrà conservare nello sprint finale. Nel primo tempo gioca anche alla grande, nella ripresa ripiega anche lui le ali. In questo momento è l'unico centrocampista «superstite».

SILIGARDI 6

Dopo il partitone di Ascoli per D'Aversa era quasi obbligata la scelta di confermarlo ma stavolta è stata un'altra cosa perché gli è mancata la brillantezza, e infatti è arrivato una sola volta alla conclusione spedendo la palla in curva Nord. Però nella ripresa anche lui s'è mostrato duttile e generoso.

CALAIO' 6

Partita anche per lui sottotono. Caldo e tossine cominciano a farsi sentire. Ma supplisce con talento e mestiere. Da il la all'azione dell'1-0, poi nel finale guadagna metri e tempo per far respirare i compagni.

DI GAUDIO 6,5

Da ex parte con grande piglio e crea due-tre situazioni pericolose, oltre all'assist per l'1-0. Nella ripresa cala e esce per infortunio.

ANASTASIO 6

Entra al posto di Di Gaudio...e anche di Baraye. Poco costrutto ma corsa e grinta, compreso un cartellino giallo.

All. D'AVERSA 6,5

La rosa gli si sta spappolando tra le mani, e lui fa miracoli nel cavare il sangue da chi resta di volta in volta a disposizione. Ieri ha saputo leggere l'assetto inedito del Carpi e nel primo tempo la squadra ha fatto buone cose. Poi lo stillicidio di infortuni e la stanchezza generale hanno generato una ripresa giocata solo sui nervi e l'orgoglio. In settimana dovrà indossare il cappello di Archimede e inventarsi qualcosa.

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