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Il personaggio

Beppe Boldi, maestro di cori: 55 anni di carriera

24 aprile 2018, 07:00

MARA VAROLI

La musica è la sua vita. Già bambino lo aveva capito. Da quando si arrampicava alla finestra della chiesa per ascoltare l'organo e lasciarsi trasportare dalla melodia. In quella parrocchia di Sorbolo, dove è cresciuto. E dove per la prima volta ha suonato le sacre liturgie. Proprio in quel paese ha poi diretto il suo primo coro, l'Alba nuova.

Beppe Boldi festeggia i 55 anni di carriera. E lo farà il 17 giugno con un concerto al castello di Torrechiara. Una lunga maratona musicale portata avanti con orgoglio da autodidatta e con uno spirito cresciuto sui banchi del Seminario. L'amore incondizionato per la musica è nel suo dna: il nonno era organista a Milano e lo zio suonava l'oboe nell'orchestra diretta da Toscanini. Tanti i cori guidati dal maestro: dopo l'Alba nuova, i Pueri cantores, il Mariotti del Cai, il Monte Orsaro, le Voci dell'Alpe e le Dolci Armonie, tutto al femminile. E oggi ne sta dando alla luce un altro, quello di Lesignano, tutto al maschile, e che si chiamerà «La Badia». Tanti i ricordi e le foto da incorniciare nell'album: a cominciare dal 1977 in piazza Navona con il Mariotti, alla presenza del grande Sandro Pertini. Ma anche l'immagine del 1990 non potrà essere dimenticata: con il Monte Orsaro arrivò a dirigere per Papa Giovanni Paolo II. Senza dimenticare le numerose tournée, in Polonia, ripresa dalla BBC e dalla tv russa. Anche le registrazioni non sono mancate, con gli ellepì e i cd. Come dimenticare poi la fedele partecipazione al gemellaggio di Parma con Worms? Ma anche quei coristi delle Voci dell'Alpe, con cui si è esibito a Parigi e a Rio de Janeiro, tra i ninos de rua. Ma è con le «Dolci Armonie» che gli occhi di Boldi si illuminano. Un coro che ha festeggiato il ventennale e che vanta un vasto repertorio, tra canti popolari e di montagna e non solo: basta pensare ai canti originali che hanno segnato la svolta. E nel tempo le esibizioni sono state tante e di successo: a Parigi, a Montecitorio con il concerto ripreso dalla Rai, alla Certosa per 18 anni con le performance a favore di Noi per Loro. In più, con queste 16 brave coriste sono stati pubblicati anche due cd. Una carriera che continua con rigore per una vita dedicata a una melodia che va tutelata: «Il canto della tradizione popolare - sottolinea Boldi - è il documento più diretto, più sincero, più genuino e più fedele dell'animo della gente. Ed è questa l'unica maniera per vivere il presente, per progettare il futuro, aver chiaro il senso del passato, il senso dei tempi dei quali siamo figli».

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