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IL CASO

Massacro di via San Leonardo, chiesto il rinvio a giudizio di Solomon

24 aprile 2018, 07:02

GEORGIA AZZALI

Non ci sono più segreti da scoprire sullo strazio di Patience e Maddy. Gli altri enigmi - profondi e angoscianti - sono racchiusi nella testa di Solomon Nyantakyi, il ragazzo ghanese che l'11 luglio ha massacrato la madre e la sorella. C'è una consulenza della procura che l'ha dichiarato totalmente incapace di intendere e volere, oltre che pericoloso, ma toccherà al giudice decidere sul suo destino. Questione di qualche settimana, perché il pm Paola Dal Monte, titolare dell'inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio aggravato. L'udienza preliminare non è ancora stata fissata, ma è quasi certo che non si arriverà davanti a una Corte d'assise. Il rito abbreviato (il giudizio allo stato degli atti che consente lo sconto di un terzo della pena) è una scelta praticamente obbligata. «Sì, l'orientamento è quello, perché optare per il dibattimento - spiega il difensore, l'avvocato Vincenzo Agostino Cecere - non porterebbe alcun beneficio, anzi costringerebbe il ragazzo ad affrontare un processo pubblico». 

La differenza sostanziale potrebbe farla solo una nuova valutazione psichiatrica. Finora, agli atti, c'è la relazione firmata da Renato Ariatti, il consulente della procura, ma il giudice potrebbe disporre una perizia super partes. Un'ipotesi tutt'altro che azzardata, non solo perché prevista dal codice, ma anche perché stabilirebbe un punto fermo alla base della decisione del giudice. La totale incapacità di intendere e volere porterebbe dritto all'assoluzione. E nel caso Solomon, 22 anni, venisse anche ritenuto socialmente pericoloso, il suo destino sarebbe quello di rimanere rinchiuso per un certo numero di anni in una Rems.

Forse nella stessa struttura di Mezzani in cui è stato trasferito lo scorso ottobre. E da cui è fuggito un mese fa, per poi essere riacciuffato nel giro di un paio d'ore. Ma proprio quel tentativo maldestro potrebbe spingere il giudice - magari su richiesta della procura - a dare il via alla perizia psichiatrica. Dopo quella fuga finita in un lampo, in tanti si sono fatti la domanda più scontata (e banale): ma se Solomon ha pianificato di scappare, è veramente incapace di intendere e volere? «Quella fuga, però, potrebbe anche essere interpretata come l'atto di chi non ha consapevolezza di ciò che sta facendo e delle conseguenze - sottolinea Cecere -. Insomma, potrebbe essere "letta" come conferma dello stato di incapacità di intendere e volere. Detto ciò, non voglio sostituirmi ai medici, è chiaro che la valutazione spetta agli esperti».

Folle? Parzialmente capace? Sano? Sono le risposte a questi interrogativi che scriveranno la trama del processo. Sullo sconvolgente racconto di quel pomeriggio di luglio nell'appartamento di via San Leonardo non ci sono dubbi: Solomon, ex promessa del calcio, colpisce la madre per 26 volte con un coltello da cucina e si avventa sulla sorella Magdalin di 11 anni. Altri 18 fendenti, mentre la piccola cerca di scappare. E poi quell'accanimento sui corpi: nuove coltellate all'addome, quando ormai tutte e due sono morte, e un colpo di mannaia per tentare di spezzare la gamba della sorella. Un'esplosione di violenza. Feroce e inspiegabile.

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