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Fidenza

Addio a Pederzani, una vita per il calcio

25 aprile 2018, 07:03

PAOLO PANNI

Un protagonista del calcio dilettantistico di Parma e provincia per oltre quarant'anni, come giocatore prima e come allenatore poi. Un uomo e uno sportivo che, sul campo e fuori, ha sempre saputo abbinare serietà ed allegria, facendo della correttezza uno dei suoi stili di vita.

Dalla Bassa alla montagna passando per la città ha saputo entrare, ovunque, nel cuore di tanti sportivi e di tantissimi amici, facendosi sempre apprezzare per il suo non comune carisma. Così, in poche righe, potrebbe essere descritta la figura di Aldo Pederzani, scomparso nei giorni scorsi, all'età di 75 anni appena compiuti (era nato il primo aprile 1943) sollevando, in tutto il Parmense, dove era molto conosciuto e stimato, sentimenti di profondo cordoglio.

Nativo di Parma, ma da tempo residente a Fidenza (in passato aveva abitato anche a Busseto), cresciuto calcisticamente nell'Aurora prima e nell'Audace poi, ha militato, dai 16 ai 20 anni, nel settore giovanile del Parma per poi proseguire la carriera, da protagonista, da libero vecchio stampo, in numerose compagini dilettantistiche del territorio, spaziando soprattutto tra la Prima categoria e la Promozione.

Ha militato nella Casalese e nella Salvarani; quindi nella Valtarese, nel Felino, nel Reggiolo e nello Zibello. Per lui è poi arrivata la carriera da allenatore nella Castelnovese e, l'anno successivo, nel 1977, il doppio ruolo da giocatore e allenatore a Busseto, raccogliendo la squadra in Terza categoria e portandola a due promozioni consecutive, fino alla Prima (con la vittoria storica del campionato 1979 avvenuta, al termine di una cavalcata entusiasmante, con appena un punto di distacco dallo Zibello, secondo).

Appese definitivamente le scarpette al chiodo, ha poi allenato la Valtarese, il Quattro Castella e infine, di nuovo, la Valtarese. A livello lavorativo è stato invece alle dipendenze del Parma Calcio, poi della Salvarani (nel settore commerciale) e quindi dell'Ibis a Busseto (dove ha vissuto un decennio) come capo spedizioni e responsabile del personale. Fra coloro che hanno condiviso con lui tante esperienze sportive, l'ex portiere Claudio Berziga che, nel ricordarlo, ha detto: «In campo era un libero, lento ma molto tecnico e con un grande senso della posizione. Deciso ma molto corretto. Come allenatore – ha aggiunto – era autorevole e ha sempre avuto un rapporto molto amichevole coi suoi ragazzi».

Giancarlo Cantarelli, ex gloria del Busseto, lo ha definito «un grande “baracchiere”, che ha saputo portare un po' di parmigianità allegra qui nella Bassa. Qui, da allenatore e giocatore è stato una “chioccia” importante per tanti ragazzi di allora come me».

Infine Fausto Demaldè, ricordandone l'esperienza condivisa sia a Busseto che a Zibello lo ha definito «una persona brillante e positiva, amante della musica e della vita. Le precarie condizioni fisiche degli ultimi tempi non gli avevano tolto la voglia di vivere, la battuta scherzosa e il desiderio di mantenere sempre vive le numerose amicizie». I funerali di Pederzani si sono svolti nei giorni scorsi a Fidenza, la città dove attualmente viveva e hanno visto una larga partecipazione di persone e di sportivi.

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