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Sanità

Salvato dall'infarto grazie all'holter

27 aprile 2018, 07:04

Lo chiameremo Fortunato (nome di fantasia, ma non casuale) il parmigiano cardiopatico che rischiava un arresto cardiaco e che oggi si trova all'ospedale Maggiore. La serie di coincidenze che hanno reso possibile il suo salvataggio non è però casuale: è frutto di una rete sanitaria le cui realtà (farmacisti, medicina di base, medicina telematica, servizi d'emergenza e specialisti) hanno saputo parlarsi e coordinarsi. Riuscendo probabilmente ad evitare il peggio. Una storia che ha avuto momenti drammatici, ma che si avvia al lieto fine.

Fortunato, 71 anni, abita nella zona di via Montebello ed è uno sportivo: spesso all'aria aperta, è un ex calciatore dilettante dell'Audace, provetto sciatore, ex maratoneta, ama nuoto e tennis. Ma ultimamente avverte malesseri e palpitazioni di cui informa il medico di famiglia, Matteo Curti, che decide di far applicare un holter cardiaco e invia il paziente alla farmacia Gibertini di via Repubblica, di cui Fortunato è socio da anni.

Alla Gibertini (che da tempo, come molte altre farmacie, offre ai pazienti i servizi di holter cardiaco e pressorio, la misurazione della pressione oculare e l'elettrocardiogramma) applicano l'apparecchio: un rilevatore di anomalie del ritmo cardiaco.

È il pomeriggio di mercoledì 18 aprile. Il paziente dovrà tenere l'holter per 48 ore. «Quello che abbiamo applicato a Fortunato è stato il 733esimo holter in tre anni. Abbiamo una notevole esperienza in questo campo», spiega il farmacista Giovanni Quarantelli, che cura questo particolare settore della farmacia. Fortunato torna per rimuovere il rilevatore nel tardo pomeriggio di sabato 21 aprile. I risultati vengono inviati per via telematica, come di consueto, ad un'equipe di cardiologi di Bari che lavora in convenzione con la farmacia: gli specialisti analizzano i dati e stilano un referto che inviano via web.

Ma stavolta c'è una situazione che richiede un intervento immediato. «Alle 16,30 di domenica 22 aprile ho ricevuto la telefonata del cardiologo barese: “il paziente è grave, va ricoverato”», ricorda Quarantelli.

Il farmacista, con l'aiuto di Curti, recupera il cellulare di Fortunato, lo chiama inutilmente molte volte, lascia messaggi che sembrano cadere nel vuoto: Fortunato - si scoprirà poi - è uscito senza cellulare per un lungo giro in bici con la moglie. «Mi sentivo bene, in forma. Non pensavo di fare un'imprudenza» dice oggi.

Il farmacista cerca di contattarlo a casa, ma il numero non è sulla pagine bianche. Chiama la polizia municipale, che consiglia di avvertire il 118. La centrale dell'emergenza recupera indirizzo e telefono di casa di Fortunato e si mette in preallerta.

Finalmente l'uomo torna a casa dal suo giro in bici, controlla il cellulare e vede la valanga di telefonate e messaggi. Arriva anche, sul telefono fisso, la chiamata del 118: «Non si muova da casa, fra dieci minuti siamo lì con l'ambulanza», spiega l'operatore. «Ero meravigliato, ma non spaventato. Lì per lì ho pensato ad un errore di persona», dice Fortunato ricordando quei momenti. Viene informato anche Quarantelli, che nel frattempo ha recuperato il referto dell'holter e si precipita a casa di Fortunato per consegnarlo ai medici del 118.

Poi la corsa al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore e gli accertamenti ospedalieri che confermano la gravità delle condizioni del paziente. Un disturbo di conduzione atrio-ventricolare avanzato, la diagnosi riferita al paziente. L'unico rimedio è l'installazione di un pacemaker. L'intervento è fissato per oggi, spiegano alla cardiologia del Maggiore, dove il paziente si trova ricoverato sotto monitoraggio continuo in telemetria.

E Fortunato? Morale alto, grinta da vendere. Ha chiamato tutti i farmacisti della Gibertini («la nostra forza è nel lavoro d'equipe», tiene a precisare Quarantelli) ringraziandoli della professionalità e dedizione, assieme a tutti coloro che hanno avuto un ruolo nei momenti più critici. Ed ha promesso: «Quando esco di qui, tenetevi liberi per una pizzata: offro io». m.t.

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