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IL RICORDO

74 anni fa le bombe al Cornocchio: la testimonianza del superstite Dino Sozzi

28 aprile 2018, 07:00

LORENZO SARTORIO

Il 2 maggio del 1944 dal cielo si scatenò l'inferno su Parma.

Il Cornocchio, agreste frazione cittadina a quei tempi immersa nella grassa campagna, fu il bersaglio di quella tempesta di bombe sganciate dai cacciabombardieri americani decollati dalla base di Gioia del Colle. Morirono 61 parmigiani, furono annientati interi nuclei familiari come la patriarcale famiglia Romanini.

A 74 anni di distanza ieri mattina al Circolo di lettura si è svolto l'incontro promosso dal Comitato per le celebrazioni dei Caduti del Cornocchio, dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra con il patrocinio della sezione di Fidenza dell'Arma Aeronautica e di Pegaso Università Telematica.

Relatori della conferenza, alla quale ha partecipato la 4ªQ del liceo linguistico «Marconi», sono stati : Alfredo Isetti, presidente Associazione vittime civili di guerra, Alberto Bianchi, presidente sezione di Fidenza Arma Aeronautica, Egidio Tibaldi, coordinatore Comitato Cornocchio, Alberto Michelotti e Dino Sozzi, a lungo suo guardalinee e unico superstite vivente del catastrofico bombardamento.

Il giornalista Andrea Gavazzoli, oltre a condurre l'evento, ha dialogato con i vari relatori.

Dopo la lettura di uno struggente testo sulla guerra da parte della giovane attrice Nicole Castro, Dino Sozzi ha rievocato quei drammatici momenti di 74 anni fa, quando sedicenne, vide la morte in faccia.

«I cacciabombardieri americani - ha esordito – centrarono in pieno il rifugio che, di rifugio, aveva soltanto il nome in quanto si trattava di una trincea protetta con assi di legno, terra e balle di paglia scavata tra il canale e la ferrovia. Non si vedeva più niente, si faticava a respirare, l'aria si riempì di fumo, siamo fuggiti senza alcuna meta come automi. Finiti gli scoppi siamo ritornati, ci siamo precipitati verso ciò che restava del rifugio completamente distrutto. Al suo posto, solo un immenso cratere pieno di resti umani».

Il colonnello Bianchi ha quindi commentato la dinamica relativa al bombardamento attraverso un eccezionale ed inedito filmato curato da Claudio Gandolfi, Paolo Morlacchini e Luigi Buratti.

Nel filmato, in parte con simulazioni ed in parte e con l'impiego di foto d'epoca e spezzoni di riprese dal vero tratte dagli archivi militari Usa, è stato ricostruito il momento esatto del bombardamento del Cornocchio.

E' stato pure presentato il poster di una foto inedita che ritrae la bomba maledetta appena sganciata dall'aereo che, per una fatale deviazione, invece di colpire un obbiettivo sensibile, scaricò il suo mortale potenziale sul rifugio parmigiano uccidendo 61 innocenti.

Per commemorare le vittime del Cornocchio, sabato 5 maggio alle 10. 30, si svolgerà una cerimonia dinnanzi al monumento che le ricorda.

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