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SCUOLA

Studenti da 6 in condotta: a Parma quasi 600 a rischio

di Mara Varoli -

28 aprile 2018, 07:03

Con 5 in condotta sei bocciato. Perché hai offeso o addirittura aggredito prof o compagni di classe. In tutt'Italia e anche a Parma: comportamenti spesso violenti, che sfociano in episodi di bullismo e di vandalismo. Secondo i dati forniti dal Miur lo 0,01 per cento degli studenti delle superiori nell'anno scolastico 2016-17 è stato respinto con l'insufficienza nel comportamento scolastico. Soprattutto sono tanti gli studenti parmigiani che hanno preso un 6 in condotta, perché hanno risposto malamente agli insegnanti, disturbato durante le lezioni o possono addirittura aver danneggiato la scuola: con il 6 il 3,54 (quasi 600 studenti), con il 7 ben l'11,21, praticamente la stessa percentuale degli studenti da 10: l'11,58 per cento. Un dato allarmante, sostenuto da quello registrato in Emilia Romagna: una delle regioni con i numeri più alti di studenti con 5 e 6 in condotta. Voti che sono specchio di una comunità scolastica sempre più spesso non rispettosa delle regole.

Già Skuola.net ha pubblicato i dati nazionali del Miur e su quasi due milioni di iscritti dal primo al quarto anno degli istituti superiori italiani lo 0,1 per cento è stato bocciato per il 5 in condotta. E cioè 1.835 studenti. Le regioni con la più alta percentuale di respinti si trovano nel centro sud: Campania, Puglia e Abruzzo, ma qui gli alunni iscritti sono ridotti rispetto agli studenti di altre regioni. Salta all'occhio che l'Emilia Romagna, insieme a Sicilia, Piemonte, Lombardia e Calabria superano di gran lunga la piccola Abruzzo. Nella nostra regione sono stati bocciati per il 5 in condotta 79 ragazzi. Con il 6 il numero degli studenti aumenta un bel po' in tutte le regioni italiane: in testa c'è la Campania con 24.102 ragazzi; poi c'è la Puglia con 9.085 studenti; infine la Basilicata con 1.357. Ma anche in questo caso il terzo posto dipende dalla percentuale e cioè dal rapporto tra i ragazzi con il 6 e il complessivo numero di iscritti e la Basilicata è un piccolo territorio. Tant'è che l'Emilia Romagna conta 4.582 alunni che si sono visti in pagella un misero 6 in comportamento.

Dati su cui riflettere, sia per le possibili cause sia per gli eventuali rimedi. A maggior ragione se confrontiamo le percentuali di casa nostra con quelle dell'Emilia Romagna. A livello regionale lo 0,06 per cento degli studenti ha avuto un 5 in condotta, in provincia lo 0,01. Più numerosi gli studenti che hanno avuto 6: a livello regionale sono il 3,20, a Parma ben il 3,54; i 7 in Emilia Romagna 11,61%, in città e provincia 11,21; gli 8 in regione il 32,77, a Parma il 33,9; i 9 in Emilia Romagna il 39 per cento, a livello locale il 39,66. E i dieci? Pochi a dire la verità: il 13,36 per cento in regione e a Parma l'11,58. Ma come vengono assegnati questi voti? Ogni scuola nel proprio progetto educativo e didattico utilizza dei precisi parametri, in quanto il voto in condotta «concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina - dice la legge 169/ 2008 -, se inferiore a 6 decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo». Ecco la griglia degli indicatori di valutazione del comportamento di un istituto superiore di Parma: per avere un bel 10 in condotta, «l'alunno è corretto e responsabile con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola, non ha a suo carico provvedimenti disciplinari», la frequenza regolare, le assenze giustificate e «partecipa costantemente e criticamente alla vita scolastica». E chi invece si trova in pagella un 5? «Ha un comportamento arrogante e non rispettoso nei confronti dei docenti, dei compagni e del personale della scuola, rifiuta le regole dell'istituto, ha atteggiamenti e comportamenti xenofobi e razzisti, usa ripetutamente un linguaggio deliberatamente offensivo nei confronti di fedi religiose, si rende responsabile di atti di bullismo o di complicità agli stessi, utilizza ripetutamente, non autorizzato e in modo improprio, il telefono cellulare o il videotelefonino». Non solo: «ha riportato note disciplinari ed è stato allontanato dalla comunità scolastica per un periodo superiore ai 15 giorni». Insomma, da un estremo all'altro: e pensare che un bullo può anche vantarsi di un profilo del genere. A Parma sono tanti gli studenti «promossi» con la sufficienza. L'indentikit dell'alunno che ha 6 non si discosta molto da quello che ha 5: «L'alunno ha un comportamento poco corretto nei confronti dei docenti, dei compagni e del personale della scuola, ha riportato note disciplinari, è stato allontanato per un periodo non superiore ai 15 giorni, compie atti di danneggiamento o è complice, utilizza ripetutamente il telefono cellulare o il videofonino o altre apparecchiature durante lo svolgimento delle lezioni». E ancora, «le assenze sono frequenti, i ritardi sistematici». L'indicatore per il 7, invece, riporta che lo studente «non è sempre corretto con i docenti, con i compagni, non sempre rispetta le regole dell'istituto, ha riportato note disciplinari sul registro di classe, a volte è di disturbo alla lezione».