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Calcio

Team Traversetolo e Combisalso, le «regine»

04 maggio 2018, 07:00

TEAM TRAVERSETOLO

MARCO BERNARDINI

TRAVERSETOLO

Il successo nello scontro diretto di domenica scorsa aveva dato la spinta decisiva ma la certezza matematica della promozione in Prima è arrivata senza giocare grazie al pari nel recupero dei rivali della Virtus Calerno in casa con lo Sporting Sant'Ilario.

Il Team Traversetolo, in testa fin dall'inizio del campionato nel girone D di Seconda, può finalmente festeggiare il tanto desiderato salto di categoria mancato di un soffio lo scorso anno (ko ai supplementari nella finale play-off di fronte al Circolo Anspi Bibbiano), toccando il punto più alto della sua giovane storia in atto dal 2012.

Merito di una rosa attrezzatissima e coesa, da capitan Rovani tra i pali all'attacco atomico formato da Dalcò, Martinez, Montali e Patrinostro fino ai difensori Sarzi, Valenti, Frignani, Lambertini, Gallani ed i centrocampisti Carbognani, Diemmi e Pescatori, un azzeccato mix tra qualità e senso d'appartenenza al territorio considerando che molti di loro sono nati e cresciuti in paese e zone limitrofe.

Un girone d'andata ai limiti della perfezione, la leggera flessione nella seconda parte e l'insolita attesa da spettatori prima della grande festa. «E' stata dura dover aspettare da fuori - confessa il presidente Luca Prampolini, coadiuvato dal ds Davide Cantarelli - onore alla Virtus Calerno che ci ha impensierito fino all'ultimo, la soddisfazione più grossa è stata vedere in tribuna oltre 400 spettatori di tutte le età nella partita clou del campionato. Dedico il traguardo a mia moglie Elisa che mi sopporta e vorrei elogiare mister Volpi che ha tenuto unito il gruppo tirando fuori il meglio da ogni elemento. Ora la nostra idea è di consolidarci in Prima e di dare fastidio a qualche “big”».

E lui, il condottiero Matteo Volpi, traversetolese doc, al quarto campionato alla guida dei nero rosa, si gode l'escalation di risultati culminata nel balzo in Prima. «E' stata una crescita passo dopo passo, all'indomani della sconfitta nella finale play-off ci eravamo messi già al lavoro per costruire una squadra ancora più forte in un girone molto tosto. Siamo stati bravi ad essere costanti tutto l'anno poi non abbiamo mai sbagliato gli scontri diretti che potevano valere doppio». Compreso l'ultimo di pochi giorni fa vinto ai danni della Virtus Calerno. «Per noi di Traversetolo vedere così tanta gente sugli spalti è stato come realizzare un sogno, in campo c'era tanta energia positiva e sapevo che non avremmo fallito».

COMBISALSO

SALSOMAGGIORE

Un girone di ritorno strepitoso da record, undici vittorie in altrettante uscite inclusa quella nello scontro chiave sul Palanzano, regala al Combisalso l'immediata risalita in Seconda Categoria a distanza di un solo anno dall'amara retrocessione all'ultima giornata per un solo punto.

VOGLIA DI RIVALSA

Tanta era la voglia di rivalsa di un organico giovane, composto unicamente da ragazzi del posto e gestito nel migliore dei modi dal tecnico Marcello Dall'Aglio che da gennaio in poi ha cambiato marcia piegando alla distanza la resistenza dello stesso Palanzano, a meno quattro dalla vetta ad una giornata dalla fine, Terre Alte Berceto e Bedoniese United, competitive ma non abbastanza da reggere il ritmo infernale dei salsesi.

«PUNTIAMO SUI GIOVANI»

«La nostra politica è da sempre incentrata sui giovani del paese, vogliamo far giocare i locali puntando sull'attaccamento alla maglia -spiega il presidente Gian Luca Cattani- eravamo retrocessi malamente ma il gruppo si è amalgamato con un paio di uomini d'esperienza e speravamo di poter recitare un ruolo da protagonisti. Il Palanzano ha fatto un grande campionato, non è stato facile però l'entusiasmo e la freschezza ci hanno consentito di spuntarla».

E ADESSO IL «BALISCIANO»

Il turno di riposo ormai ininfluente da osservare nella domenica conclusiva offrirà la possibilità di ricaricare le batterie e preparare la semifinale del Torneo Balisciano contro l'Inter Club, secondo obiettivo stagionale per tentare un «double» non così utopistico.

«Ci teniamo a far bene anche in Coppa, per natura non siamo una squadra che si accontenta - rivela Dall'Aglio, al secondo anno sulla panchina dei biancorossi - in teoria la Terza non è il campionato ideale in cui inserire dei giovani, la maggior parte dal ‘96 al ‘98, perchè di solito conta più l'esperienza ma li abbiamo scelti in maniera oculata. Il girone d'andata è servito a prendere le misure senza staccarci troppo dal vertice poi i primi tre successi a fatica nel ritorno ci hanno fatto capire che dovevamo essere meno belli e più concreti. E poi, classifica alla mano, avevamo lo stimolo di dover vincere tutte le partite (le prime cinque da affrontare in trasferta) per ambire al salto di categoria, questa è stata la molla che ci ha dato ancora più forza nella volata finale».

M.B

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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