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LA STORIA

Blitz nell'allevamento di cani, assolto l'inviato di «Striscia»

05 maggio 2018, 07:00

GEORGIA AZZALI

E' istruttore di paracadutismo e di snowboard. Se la cava bene anche con la boxe thailandese, ma a volte le prende pure. E' sul «ring» del lavoro che Edoardo Stoppa rischia molto di più. Sempre dalla parte degli animali indifesi, nei mesi scorsi l'inviato di «Striscia la notizia» è stato preso a bastonate ad Avezzano, in Abruzzo, dal proprietario di alcuni cani chiusi in un appartamento in pessime condizioni igieniche. Ma anche quando - nel 2011 - si era catapultato a Rusino, vicino a Tizzano, per fare un'incursione in un allevamento di cani, qualche rischio l'aveva corso. Niente botte, ma poco dopo l'inviato di «Striscia» era stato querelato dal proprietario per violazione di domicilio. E dalla denuncia all'aula del tribunale, per quanto non breve, il passo c'è stato. Ma ieri il giudice Giuseppe Monaco, così come richiesto dal pm Rino Massari, l'ha assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste».

Bisognerà attendere le motivazioni, ma è certo che - secondo il magistrato - quel giorno di sette anni fa Stoppa, che ieri non era in aula, non oltrepassò alcun confine «proibito», o quantomeno non entrò in un territorio ben delimitato. Alcuni testimoni sentiti durante l'udienza hanno negato che ci fossero cartelli visibili piazzati per segnalare l'area, mentre altri si sono contraddetti. Il filmato trasmesso, inoltre, non mostra Stoppa mentre varca il limite di una zona privata. Insomma, non c'erano elementi per provare che l'inviato della trasmissione di Canale 5 avesse commesso quel reato.

Ciò che invece aveva mostrato il servizio erano le immagini di una trentina di cani da caccia chiusi in recinti invasi dalla neve. Accanto agli animali, secchi con acqua ghiacciata e ciotole per il cibo vuote. Stoppa era stato chiamato dall'associazione «AmiciCani», che a sua volta aveva ricevuto una segnalazione: una donna aveva detto di aver trovato pochi giorni prima un cane morto e altri chiusi in recinti senza acqua né cibo. Ma dopo la trasmissione sia i veterinari dell'Ausl che i carabinieri del Nas avevano fatto un sopralluogo nell'allevamento di Rusino, e la scena era completamente cambiata: box coibentati e cani tutt'altro che deperiti. Secondo gli animalisti, però, tutto merito del servizio-denuncia.

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