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SORBOLO

Quei baby bulli in giro per il paese con spranghe e tirapugni

09 maggio 2018, 07:00

CHIARA DE CARLI

SORBOLO La denuncia, attraverso i social network, è del sindaco Nicola Cesari, ma già da diversi mesi molti sorbolesi avevano segnalato quella banda di ragazzini, tutti sotto i 16 anni, che la sera facevano un po’ troppa confusione in paese. Sgommate» in scooter nei parchi e in mezzo ai cortili, schiamazzi, rifiuti lasciati in giro, e recentemente anche l’incendio dei piumini dei pioppi, sembrano essere la «regola» delle serate che precedono i giorni di chiusura delle scuole. E alle lamentele dei residenti, spesso affidate a Facebook, non mancano risposte che giustificano l’accaduto con la giovane età dei protagonisti e il fatto che da ragazzi tutti abbiano fatto delle stupidaggini. Ma questa volta è stato diverso, perché nel gruppo qualcuno ha tirato fuori spranghe e tirapugni, forse senza rendersi conto del fatto che in un paese ci si conosce tutti.

La notizia è così arrivata immediatamente sia a Cesari che ai carabinieri della stazione locale, e ora per i baby bulli sarà meglio cominciare a rigare diritto per non finire nei guai. «E’ diverso tempo che alcuni ragazzi del paese, le sere prima dei giorni liberi dall’impegno scolastico, hanno preso l’abitudine di passare il tempo "divertendosi" un po’ troppo - ha ricordato il primo cittadino con una punta di rammarico per la china presa dagli adolescenti in questione -. Sono circa una trentina di ragazzi e, più di una volta, tutti li abbiamo visti fare confusione. Più volte sono anche andato a verificare personalmente le segnalazioni che arrivavano e avevo constatato una certa "vivacità" sopra le righe, ma non avrei mai pensato che si arrivasse a prendere in mano spranghe e tirapugni».

I nomi sono già tutti nelle mani del sindaco, e nei prossimi giorni i genitori verranno contattati per cercare di arginare atteggiamenti pericolosi. «Come sindaco, ma in primis come educatore, sento l’obbligo di tentare tutte le strade possibili per correggere questi comportamenti da bulli. Nel caso degli episodi di parkour, il colloquio con le famiglie aveva portato a un risultato: speriamo funzioni anche questa volta. Anche quando ero ragazzo io, si facevano stupidaggini, ma qui ora si esagera: i ragazzi, come anche gli adulti, devono capire che ogni cosa che succede in paese viene vista e segnalata, e le regole sono fatte per essere seguite, soprattutto se servono per evitare situazioni pericolose».

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