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Langhirano

Bottura all'inaugurazione del prosciuttificio Galloni

10 maggio 2018, 07:01

Katia Golini

E' arrivato per un pelo, ma ce l'ha fatta. Massimo Bottura voleva esserci al «battesimo» del nuovo prosciuttificio Galloni («Abbiamo tanto in comune. In primis la ricerca della migliore qualità» dice con sincera stima). In barba allo sciopero che ha paralizzato i voli di tutt'Europa, il pluristellato chef modenese (qualche anno fa proclamato miglior cuoco del mondo) è arrivato a Langhirano da Barcellona giusto in tempo per dirigere il suo staff in occasione dell'elegante - ma non troppo formale - cena che la famiglia Galloni ha voluto «regalare» ai clienti storici, arrivati per Cibus da tutto il mondo.

Sembra incredibile, ma non lo è: il prosciuttificio, a meno di due anni dal devastante incendio, è già rinato. E Cibus è l'occasione perfetta per presentare il prodigio a chi è stato vicino alla famiglia Galloni sempre, credendo che le promesse sarebbero state mantenute («Lo ricostruiremo più grande e più bello di prima» aveva detto Carlo Galloni davanti alle macerie ancora fumanti nel luglio del 2016).

Un centinaio gli invitati accolti sulla nuova terrazza panoramica, predisposta per ospitare feste e degustazioni (super la cucina attrezzata, bellissimo il giardino pensile).

Oltre a Bottura, un altro «big», Richard Geoffroy «chef de cave» di Dom Pérignon: dall'aperitivo al dolce, si è pasteggiato con le bollicine della celeberrima maison di Champagne.

In un clima di amicizia, va in scena l'elegante cena: quattro i piatti «firmati» Bottura: baccalà mantecato, crema di melanzane, pomodori confit, bergamotto, pistacchi e brodo di cipolla bruciata; poi chawanmushi di primavera con verdure di stagione, brodo intenso di croste di Parmigiano e prosciutto Galloni 28 mesi; tortellini in crema di Parmigiano con prosciutto Galloni (una variazione del tutto eccezionale, in omaggio all'ospite, perché normalmente Bottura fa il ripieno alla modenese, con la mortadella); lingua di vitello laccata, topinambur, salsa verde e lattuga grigliata; a chiudere zuppa inglese.

E' Carlo Galloni ad aprire la serata ripercorrendo questi due anni, iniziati con un dramma, fatti di lavoro incessante, ma ricchi di stimoli. «Lo avevamo detto: per Cibus dovevamo essere in grado di accogliere i nostri clienti. Ci siamo riusciti. Questo ci ripaga di tanti, tantissimi sforzi. Non eravamo alla ricerca di altra ricchezza, abbiamo fatto tutto questo per amore, tra fratello e sorella, tra padre e figli, tra figli e padre. Le difficoltà che abbiamo incontrato non ci hanno fatto mai paura. Siamo già ripartiti a pieno ritmo e continuiamo a guardare avanti».

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