Sei in Archivio bozze

Intervista

Lella Costa: «Gli italiani, tra trasgressioni e paure»

11 maggio 2018, 07:00

MARA PEDRABISSI

Potrebbe tranquillamente ricevere le «chiavi» dei teatri di Parma Lella Costa. Tante, negli anni, le sue apparizioni sui nostri palcoscenici, benedette da un folto pubblico, sempre mettendo a nudo con la lente dell'ironia tematiche inerenti questioni di genere, di guerra e di pace, in un perenne stato di allerta per un mondo più giusto. L'ultima volta è stata nell'ottobre scorso con «Traviata- L'intelligenza del cuore» al Farnese per il Festival Verdi. Domani sera sarà al Teatro Nuovo di Salsomaggiore con «Questioni di cuore», focus sulla vita sentimental-sessuale, e non solo, degli italiani, tra tradimenti, trasgressioni, paure e pregiudizi, per come essi stessi si sono raccontati in un quarto di secolo di lettere a Natalia Aspesi su «Il venerdì» di Repubblica.

Lella Costa arriva con questo progetto che unisce due «ragazzacce» milanesi. Certo, accostarsi a Natalia Aspesi è cosa da far tremare i polsi.

«In realtà, ho avuto una benedizione da lei. Nel 2016, per i festeggiamenti dei 40 anni di Repubblica, venne organizzata una recita delle lettere pubblicate sul Venerdì con le risposte di Natalia, affidata a più voci di attori. Natalia si mostrò d'accordo a un patto: “che a leggere le mie risposte sia la Lella”, cosa che mi ha onorata moltissimo. Andò tutto così bene, che mi venne voglia di ricavarne un reading. A quel punto decisi di interpretare tutto io, lettere e risposte, usando dialetti e inflessioni, toni e registri differenti. Ne è uscito un lavoro divertente, intelligente, a volte commovente, badate non per merito mio ma di Natalia che ha il dono della brillantezza e della piacevolezza nell'esprimere i concetti più profondi».

Evviva le ragazze di Milano.

«Siamo addirittura in tre: ho inserito nello spettacolo brani cantati da Ornella Vanoni, sperando che prima o poi venga davvero in palcoscenico...»

Il «corpus» delle lettere del cuore è vastissimo: qualcosa come 50mila ricevute di cui 4mila pubblicate. Come ha scelto?

«Non ho contezza dei numeri esatti, ma scegliere quelle da inserire nello spettacolo è stato il compito più arduo. Ho cercato di rappresentare la varietà di temi che vengono sottoposti alla rubrica: l'amore e la passione, ma non solo; la preoccupazione per il mondo, il rammarico e la solitudine. Lettere di persone molto giovani, quando si immagina che a scrivere siano sempre i più adulti; lettere di donne e di uomini che sembrano universi diversi o che, al contrario, si somigliano».

Questi testi racchiudono sovente dei “romanzi in miniatura”, così perfetti da farci dubitare se siano tutti veri...

«C'è una lettera che leggo in scena, inviata da Aldo Busi il quale, con la grazia dello scrittore, pone un dubbio sull'autenticità, non tanto dei contenuti quanto della forma. Questo consente alla Aspesi di dare una risposta meravigliosa. “Qualche volta - dice - mi stupisco anch'io, penso che i nostri lettori siano meglio di come li consideriamo noi dei giornali, se non proprio meglio di noi. Vi assicuro, è una risposta emozionante, una lezione di empatia, di etica, di rispetto e di giornalismo».

In questi 25 anni di corrispondenza, come sono cambiati uomini e donne?

«Ah! Non credo siano tanto cambiati. Restano le sofferenze, i dubbi, le paure, le solitudini. Ma, come dice Natalia, la rubrica non è lo specchio dell'Italia, ma di uno spicchio “privilegiato” di lettori».

Lo spettacolo inizia alle 21. Info: 0524 580211, 0524 335556.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal