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POLIZIA MUNICIPALE

L'ex comandante Noè indagato per abuso d'ufficio

12 maggio 2018, 07:03

Georgia Azzali

Da mesi Gaetano Noè avrebbe potuto mettersi il cuore in pace, ma per ora resta indagato per abuso d'ufficio. La procura aveva chiesto l'archiviazione dell'accusa, però il gip Matteo Fiorentini non ha accolto l'istanza e nei giorni scorsi ha ordinato al pm Paola Dal Monte di fare un ulteriore accertamento. Tre mesi di tempo per rispondere a una domanda: nel 2016 l'allora numero uno della polizia municipale, che ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Torino alla fine di settembre, abbassò le valutazioni professionali di tre suoi sottoposti prima o dopo aver saputo che quei vigili avevano espresso considerazioni poco «lusinghiere» su di lui?

Un caso nel caso. Questa ipotesi di abuso d'ufficio nasce infatti all'interno di un'altra inchiesta finita nel luglio del 2016 con un'archiviazione. Noè era stato indagato dopo che in procura era stata segnalata una sua corsa presumibilmente in orario di lavoro: la sua partecipazione alla Cariparma Running del 2015. Fu Filippo Greci, nel maggio del 2016, a mostrare durante una conferenza stampa la foto di Noè mentre macinava chilometri durante la stracittadina. Quel fascicolo, però, su richiesta del pm Giuseppe Amara è stato archiviato dal gip.

Nessun reato, dunque, in quel caso. Tuttavia, proprio da quell'indagine è nato nei mesi scorsi questo nuovo fascicolo per abuso d'ufficio. Secondo quanto ricostruito dalla Finanza, Noè avrebbe incontrato nel suo ufficio due commissari e tre ispettori della polizia municipale che erano stati sentiti nei mesi precedenti dagli investigatori nell'ambito dell'altra inchiesta. Sostanzialmente i vigili avevano risposto a domande sull'attività lavorativa di Noè e sulla sua presenza in servizio. Colloqui durante i quali - per quanto segnalato dalle Fiamme gialle - l'allora comandante avrebbe criticato duramente alcune dichiarazioni fatte dai colleghi, valutando anche la possibilità di far partire delle querele. In particolare, però, Noè avrebbe poi assegnato valutazioni professionali più basse ad almeno tre dei cinque vigili senza alcun motivo fondato. Spetta, infatti, al dirigente assegnare i «voti» al proprio personale: punteggi da cui dipendono le eventuali progressioni, anche economiche.

Ma quando Noè fece quelle valutazioni? E' questa la questione dirimente per poter stabilire se ci fu un eventuale abuso d'ufficio. Nell'udienza del 24 aprile scorso, fissata dal gip dopo non aver ammesso la richiesta d'archiviazione della procura, la difesa dell'ex capo dei vigili ha presentato una memoria in cui viene messo in evidenza come i «giudizi» sui tre vigili siano stati elaborati da Noè nel maggio 2016, mentre il decreto d'archiviazione dell'indagine a suo carico è di due mesi dopo. Insomma, se ciò fosse vero, l'ex comandante, potendo visionare gli atti, sarebbe venuto a conoscenza delle dichiarazioni dei colleghi nei suoi confronti successivamente, quindi le sue valutazioni non potrebbero essere state volutamente abbassate.

Al gip, però, servono prove, per questo ha chiesto alla procura di acquisire la richiesta presentata da Noè all'ufficio informazioni del registro generale delle notizie di reato. Insomma, il giudice vuole vedere nero su bianco la data di quella istanza. Per capire esattamente quando ha saputo delle critiche di quei colleghi.

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