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Lutto

Morto il professor Marco Cordella

12 maggio 2018, 07:00

Lorenzo Sartorio

Il suo stile ed il suo carattere incarnavano quello della gente della sua meravigliosa terra, la Sardegna.

Il professor Marco Cordella, illustre e stimata figura di clinico e docente universitario, è morto nei giorni scorsi a 86 anni.

Nativo di Sassari, laureatosi in Medicina all'Università della propria città, specializzatosi in oculistica a Torino, giunse a Parma negli anni sessanta dove iniziò la sua brillante carriera nella Clinica oculistica del nostro ospedale che diresse per alcuni anni, come pure fu apprezzato docente del nostro ateneo.

Nel novembre 1990 divenne professore ordinario di oftalmologia e mantenne l'insegnamento sino al 1997. Mentre come direttore dell'Istituto di oftalmologia dell'Università, svolse il proprio incarico dal 1983 a 1986.

Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, in gran parte dedicate a problemi di ottica fisiopatologica e elettro- fisiologica clinica del sistema visivo, partecipò, in veste di relatore, a numerosi congressi nazionali ed internazionali portando interessanti ed originali contributi scientifici.

Cordella fece parte del consiglio direttivo della Società italiana di contattologia medica, della Società di oftalmologia italiana e di altre importanti realtà medico-scientifiche.

Carattere molto socievole ed aperto, Cordella amava tantissimo il proprio lavoro e la famiglia. Come la gente sarda, Marco Cordella aveva il sacro culto dell'amicizia. Nella nostra città, che amava tantissimo, vantava molti amici ma sicuramente i più cari furono due indimenticate glorie della Gazzetta di Parma: Baldassarre Molossi e Aldo Curti, ai quali era legatissimo.

Ricoprì la carica di presidente del Lions Club Parma e fu un socio attivo dell'Accademia italiana della cucina: finché la salute glielo ha consentito, partecipava ai vari conviviali dove metteva in luce la sua profonda cultura anche in campo enogastronomico.

Come pure era un appassionato di musica ed un assiduo frequentatore del Regio, dove seguiva opere liriche e concerti.

Amava tanto la sua Sardegna, il suo mare, la sua gente, i suoi sapori ed i suoi profumi, tant'è che non mancava mai di trascorrere le vacanze estive nella propria casa marittima. Era legatissimo alla famiglia: alla moglie Maria, ai figli Tito, Anna e Antonio, alle nuore Paula e Sara, al genero Pietro e agli adorati nipoti Giorgio e Joseph.

I funerali si svolgeranno stamani partendo alle 12 dalla Sala del Commiato di viale Villetta per il Tempio di Valera.

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