Sei in Archivio bozze

TRIBUNALE

Furti a raffica, oltre 20 anni di carcere alla banda moldava

13 maggio 2018, 07:03

GEORGIA AZZALI

I vestiti della domenica. E il sorriso delle occasioni speciali. Fino a quando una cinquantina di poliziotti ha messo fine ai brindisi. Dalla tavolata di un ristorante di Cella di Reggio, dove stavano festeggiando il battesimo di uno dei figli, lo scorso novembre erano passati direttamente dietro alle sbarre di una cella. Tutti moldavi e uniti da una grande «passione»: le razzie in bar, supermercati e magazzini, con qualche capatina anche nei circoli ricreativi. Sono gli uomini dei colpi al Gran Caffè Italiano, all'Interspar, ai circolo Rapid e Filippelli, ma anche al deposito di Rimale della Pinko e al Sigma di Medesano, solo per ricordare alcuni dei diciannove furti messi a segno tra marzo e ottobre dello scorso anno. Finiti davanti al gup Alessandro Conti, in sette, dopo aver raggiunto l'intesa con il pm Emanuela Podda, hanno deciso di patteggiare pene comprese tra 1 anno e 8 mesi e 4 anni e 9 mesi, totalizzando complessivamente oltre 20 anni di carcere. Tra questi, anche un 43enne calabrese, residente a Parma, accusato «solo» di ricettazione, per aver tentato di piazzare i capi rubati dal magazzino della Pinko. Altri tre, di cui due latitanti e uno irreperibile, sono invece stati rinviati a giudizio.

Giovani (tutti sotto i 40 anni), ma soprattutto organizzati e rapidissimi nell'agire. Ogni piano era studiato, con sopralluoghi preventivi per verificare se ci fossero vigilantes o telecamere. Anche auto e furgoni necessari per i colpi venivano rubati nei giorni precedenti. Professionisti dello scasso «silenzioso», ma anche gente pronta a mettere in scena furti spettacolari. Nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre erano riusciti a sradicare una cassaforte di tre quintali dal supermercato Sigma di Medesano. Dopo aver devastato a colpi di mazza il bancone che nascondeva il forziere, l'avevano legato con dei cavi agganciandolo a un furgone ed erano riusciti a sradicarlo. E lo sforzo era stato premiato: dentro alla cassaforte c'erano oltre 19mila euro.

Ancora più ricco il bottino del colpo alla Fashion Logistics di Rimale, il grande deposito degli abiti di Pinko. Quella notte, tra il 5 e il 6 ottobre scorso, la banda se ne era andata con una montagna di capi d'abbigliamento, per un valore di quasi 69mila euro. Un furto con una messinscena dagli effetti speciali: le vie d'accesso erano state bloccate da due trattori, e con un terzo cingolato era stata sfondata l'entrata della struttura.

Un gioco da ragazzi, poi, quando si trattava di forzare una porta d'ingresso. Lo scorso agosto prima era toccato al Rapid, di strada Lazzaretto, poi all'Arci Filippelli di via Sacco. Gli obiettivi? Le slot machine e i cambiamonete dei due circoli: nel primo caso, la banda era fuggita con quasi 6.000 euro; la seconda volta si erano invece dovuti «accontentare» di poco più di 2.500 euro.

Ma anche i migliori possono sbagliare. E così, durante un colpo, nel tentativo di oscurare una telecamera di videosorveglianza, qualcosa era andato storto: i volti di tre della banda erano stati immortalati. I primi della lista. Poi, anche agli altri è stato dato un nome.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal