Sei in Archivio bozze

Disagi sulla linea

Parma-Brescia, ora i sindaci diffidano Trenord

14 maggio 2018, 07:01

CRISTIAN CALESTANI

Una diffida ad Rfi e Trenord affinché intervengano in merito alle condizioni di sicurezza e manutenzione della linea ferroviaria Parma-Brescia. Questo l’atto sottoscritto ieri mattina a Casalmaggiore da 12 sindaci cremonesi e mantovani e che, come annunciato dal primo cittadino casalasco Filippo Bongiovanni, nei prossimi giorni troverà l’appoggio nel complesso di 32 sindaci di territori interessati dai disagi della chiusura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore e della linea ferroviaria Parma-Brescia tra i quali anche i primi cittadini di Colorno – il sindaco Michela Canova ha confermato già ieri la sua intenzione di firmare l’atto - Parma, Torrile, Mezzani, Sissa Trecasali e Sorbolo.

«A seguito del disastro di Pioltello – ha spiegato Bongiovanni – vogliamo avere la certezza che la Parma-Brescia non abbia problemi e così, come fecero i sindaci del Cremasco, invieremo anche noi una diffida». L’atto sarà indirizzato a diversi enti tra i quali anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, la prefettura di Parma, la direzione infrastrutture e mobilità della Regione Emilia Romagna ed il ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Con il documento i sindaci chiedono, entro 30 giorni dall’invio della diffida, di «essere rassicurati in merito alla perfetta sicurezza ed adeguata manutenzione della linea ferroviaria» e «se non sia necessario un piano di manutenzione straordinaria per assicurarne la piena efficienza ed affidabilità»; «di essere rassicurati in merito alla perfetta manutenzione dei convogli Trenord, in particolare quelli vetusti come le littorine diesel»; «di conoscere quali piani di manutenzione e prevenzione per l’infrastruttura e per i convogli siano stati adottati da Rfi e Trenord per la Parma-Brescia» e di conoscere anche «quali piani di manutenzione e risanamento siano previsti per le stazioni in condizioni di forte degrado igienico e strutturale».

Ad illustrare i contenuti della diffida è stato il presidente del Comitato TrenoPonteTangenziale Paolo Antonini: «Crediamo che l’impegno dei sindaci a sostegno di questa battaglia sia determinante. I primi cittadini sono i soggetti che hanno maggiormente la consapevolezza di questa situazione drammatica. La stazione di Mezzano Rondani è un rudere, mentre quella di Colorno, se fosse di proprietà di un privato sarebbe già stata chiusa per carenze igienico sanitarie. Nel Cremasco dopo la diffida i sindaci sono riusciti ad ottenere due incontri da Rfi e due da Trenord. È la dimostrazione che è importante far sentire la propria voce».

Mercoledì nuova iniziativa con il Comitato che, come già fece lo scorso inverno, offrirà la colazione ai pendolari in stazione a Casalmaggiore dalle 5.30 alle 8.30.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal