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CALCIO DILETTANTI

Salso ride, Fidenza no

15 maggio 2018, 07:00

MARCO BERNARDINI

SALSOMAGGIORE

Cinque spareggi vinti negli ultimi otto anni, se non è un record poco ci manca. Il Salsomaggiore si conferma la regina indiscussa dei play-out in Eccellenza ma l'ultimo ha un sapore diverso e rappresenta un mezzo miracolo sportivo: innanzitutto perché nella sfida decisiva per la sopravvivenza è stato espugnato il campo della Fidentina, sulla carta decisamente più attrezzata, e le premesse dei primi mesi non lasciavano affatto prevedere un epilogo del genere. Basta riavvolgere il nastro e tornare al lontano 19 novembre quando dopo la tredicesima giornata, nel frattempo Bazzarini era già subentrato a Voltolini, i termali avevano racimolato appena tre punti, frutto di altrettanti pareggi, in quella domenica ne arrivò uno a Fiorano in rimonta, e zero successi, una casella che a breve, tra alti e bassi, si sarebbe velocemente riempita fino a raggiungere la doppia cifra nel turno conclusivo del “Francani” sul San Felice.

TRASFERTE FECONDE

Ma è, specialmente, fuori casa che Bonati e compagni hanno costruito la straordinaria impresa visto che i sette blitz esterni, compreso l'ultimo in coda al “Ballotta”, sono risultati fondamentali per garantirsi la nona partecipazione consecutiva al campionato d'Eccellenza.

Il tutto con una rosa composta in larga parte da giocatori salsesi plasmata alla perfezione dal tecnico Vittorio Bazzarini, principale artefice di una cavalcata incredibile, anche se il gol salvezza lo ha realizzato il promettente attaccante Abdou Mbengue, classe ‘98, intuizione del ds Brunani, assieme al centrocampista Fontana, nel mercato invernale che, a dispetto della traballante posizione di classifica, non aveva prodotto nessuna rivoluzione.

DIRIGENTI FELICI

«Avevo predetto a Mbengue che ci avrebbe fatto vincere la partita - confessa il presidente del Salso, Carlo Granelli- una grandissima soddisfazione che voglio condividere con i dirigenti, non è facile mantenere la squadra in questa categoria. Abbiamo dato lustro ai nostri giovani aiutati dai ragazzi da fuori, nello spogliatoio si è sempre respirato un clima molto bello anche quando eravamo in fondo alla classifica. Le tre vittorie consecutive prima della sosta natalizia ci hanno dato la forza per crederci fino alla fine».

Il legame tra squadra e paese si è evidenziato nello spareggio del “Ballotta” occupato da una parete a tinte gialloblù in cui ha trovato spazio tutto il settore giovanile fino alla Juniores.

«Un grande gruppo di amici - spiega il ds Andrea Brunani - sopperiamo alle poche risorse economiche attraverso la voglia, la passione, il senso d'appartenenza al territorio e la competenza dirigenziale. Non può essere un caso conservare il posto in Eccellenza per nove stagioni di fila, guardiamo più alla sostanza che ai nomi e le scelte vengono puntualmente premiate».

FIDENZA PIANGE

FIDENZA

La crisi del calcio fidentino si acuisce in un caldo pomeriggio di metà maggio al “Ballotta”, dove la Fidentina, favorita d'obbligo alla vigilia e che poteva vantare due risultati su tre a disposizione, cade a sorpresa nel derby col Salsomaggiore e retrocede in Promozione dopo ben sette anni di onorata militanza in categoria.

QUANTI SALTI IN BASSO

Si materializza così l'ennesimo passo all'indietro di una piazza prestigiosa e di tradizione che solo fino a quattro stagioni fa aveva la seconda squadra della nostra provincia, il Fidenza (ora scivolato addirittura in Prima), in serie D, senza dimenticare gli stessi “cugini” granata in costante ascesa, terzo posto in Eccellenza nel 2015-16 alle spalle di Castelvetro e Rolo, e le gesta del Borgo San Donnino, fondato nel 2009 e balzato in poco tempo dalla Terza alla Promozione.

Bisogna risalire al 2004-2005 per non trovare nessuna squadra di Fidenza dall'Eccellenza in su: in quell'annata in Promozione andò in scena la stracittadina tra gli “asinelli”, guidati allora dall'attuale tecnico del Salso, Bazzarini, e la Fidentina che impedì ai rivali di vincere il campionato all'ultima giornata costringendoli ad essere promossi dalla porta di servizio tramite ripescaggio.

Si aprì una sorta di età dell'oro del movimento borghigiano che, tra i momenti negativi, conobbe solo nel maggio 2007 l'inopinata caduta del Fidenza dalla serie D poi riacquisita nel 2011. Percorso simile a quello della Fidentina che, tranne il play-out riacciuffato per i capelli ai danni della Cadelboschese, si è issata come presenza fissa nei piani medio-alti non soffrendo nemmeno lo storico salto in Eccellenza datato sempre 2011.

SCRICCHIOLII

In realtà qualche preoccupante scricchiolìo si era avvertito lo scorso anno ma il rush finale degli uomini di Pietranera consentì di agguantare la salvezza diretta e dimenticare le sofferenze patite nei mesi precedenti. Sembrava che il copione potesse ripetersi ancora una volta, il cavallo di ritorno Montanini fu richiamato in settembre al posto di Pietranera all'indomani del terzo ko iniziale, se si considera che il mercato invernale aveva portato in dote elementi del calibro di Franchi, penalizzato da un infortunio e mai al top della forma, Alessandrini e del giovane Viani e la striscia positiva prima di domenica recitava sei vittorie e due pari, insufficienti tuttavia per evitare lo spareggio post season. Che ha significato una retrocessione imprevista e dolorosa sperando di ripercorrere le orme di Pallavicino e Colorno, entrambe autrici di un'immediata risalita.

M.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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