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TIZZANO

Addio a Daniele Pomi, maestro di sci

16 maggio 2018, 07:00

BEATRICE MINOZZI

TIZZANO

Se n’è andato portando con sé un pezzo della storia di Schia Daniele Pomi, il 64enne di Tizzano scomparso nei giorni scorsi dopo aver perso la sua personale battaglia contro una malattia che non gli ha lasciato scampo.

Originario di Tizzano capoluogo, fu tra i pionieri dello Sci Club Schia Monte Caio, di cui fu socio fondatore nel ‘76 insieme a Doriano Bocchi, Mirko Bricoli, Alfredo Rossi, Andrea Zanlari, Nuccio Attolini, Italo Ghiretti, Ennio Mainardi e Giorgio Vignali e consigliere fino a pochi anni fa.

La passione per lo sci lo «investì» ancora giovanissimo: crebbe all’ombra del Monte Caio ed è qui che imparò a muovere i primi passi con gli sci ai piedi insieme agli amici Alfredo Rossi e Pasquino Schinabelli.

Divenne prima maestro di sci e poi, dopo la fondazione dello Sci Club e fino alla metà degli anni ‘80, allenatore della squadra insieme a Doriano Bocchi.

Furono questi gli anni d’oro dello Sci Club made in Schia, che portò alla ribalta nazionale e internazionale atleti del calibro del due volte campione del mondo e atleta olimpico Alessandro Fattori.

Uomo dalla grande cultura sportiva, Pomi amava insegnare quel che sapeva agli altri e tanti dei suoi allievi divennero bravissimi maestri di sci.

Titolare fino a qualche anno fa di una ferramenta in Via Europa Unita, a Tizzano, Pomi preferiva di gran lunga le piste da sci al bancone del negozio e in inverno, se volevi trovarlo, dovevi andare sulle nevi di Schia.

Neppure la malattia che lo aveva colpito riusciva a tenerlo lontano da quello che era il suo ambiente.

Lo scorso anno, nonostante fosse già malato, aveva deciso di rinnovare il patentino quinquennale da maestro di sci e anche nell’ultima stagione invernale, nonostante le precarie condizioni di salute, ha impartito qualche lezione di sci sulle nevi del campo scuola di Schia. Ora la sua mancanza si farà certo sentire: Schia ha perso un pezzo del suo paesaggio, Tizzano e tutti gli amici che gli hanno voluto bene una persona buona, sempre disponibile con tutti, che chiamava tutti, affettuosamente, «tato» e «tata».

In tanti si sono stretti intorno alla famiglia - i fratelli Mauro, Andrea e Caterina e i tanti nipoti a cui era legatissimo -in occasione del rito funebre che si è tenuto nei giorni scorsi nella sala del commiato della ditta Barili di Langhirano.

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