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PARLA IL DS

Faggiano: «La Spezia ci darà del filo da torcere, ma dobbiamo vincere»

16 maggio 2018, 07:00

SANDRO PIOVANI

Daniele Faggiano, da alcuni giorni, staziona stabilmente al centro sportivo di Collecchio, al fianco della squadra. La missione è “normalizzare” la vigilia degli ultimi novanta minuti di campionato. Un ultimo atto che darà verdetti al vertice ma anche in coda. In un campionato tanto imprevedibile quanto equilibrato, dove nulla è scontato. Ed in fondo risiede anche in questo la speranza del Parma di trovare l'accesso diretto alla serie A. Il direttore sportivo non lo dirà mai apertamente, nemmeno sotto tortura, ma in cuor suo (come in quello di tutti i tifosi del Parma) la speranza è che da Frosinone possa arrivare la “sorpresa” targata Foggia. Naturalmente servirà contemporaneamente la vittoria dei crociati contro lo Spezia. In tutti questi ragionamenti, alla fine, si nascondono le vere insidie della gara del «Picco» di venerdì sera: il rischio è di non pensare agli avversari, disperdendo energie su altri campi.

Con che spirito stai vivendo l'attesa di Spezia-Parma?

«Lo spirito deve essere quello giusto. Dobbiamo andare lì e fare la nostra partita, sapendo che di fronte avremo una squadra che vuole fare bella figura davanti al proprio pubblico. Un pubblico caldo, che sta sempre vicino alla sua squadra. Sarà uno Spezia che ci darà del filo da torcere ma noi dovremo scendere in campo con le giuste motivazioni».

Ma quanto sarà difficile non pensare a quanto accade sugli altri campi?

«Difficile sarà difficile. Non possiamo nascondercelo, ma allo stesso tempo dovremo cercare di pensare solo ed esclusivamente a noi stessi. Siamo responsabili del nostro destino almeno per quanto riguarda la nostra classifica finale. Gli altri hanno più punti di noi e alla fine contano solo quelli. Noi però dobbiamo pensare solo a portare a casa il risultato, poi aspettare e vedere».

Negli ultimi tempi sei stato molto vicino alla squadra.

«Non è che c'è un periodo in cui sto più o meno vicino alla squadra. Credo di essere sempre vicino al Parma. Siamo molto uniti. Diciamo che ultimamente vado a vedere qualche partita di meno, proprio per stare qui. Proviamo stare sempre sul pezzo. Nell'ultimo periodo del resto noi abbiamo avuto il calendario più difficile, rispetto agli altri. Abbiamo giocato e perso contro squadre che dovevano salvarsi (la Pro Vercelli non c'è riuscita, il Cesena sì ndr): sono motivazioni molto forti. Il Cesena dopo averci battuto, dopo aver battuto anche il Frosinone, è andato a pareggiare a Palermo ed ha onorato alla grande questa salvezza. All'interno di un campionato che non si vedeva da tanto tempo, con tutte le squadre che stanno giocando ad alti livelli, anche se non hanno più nulla da chiedere. E questo è molto bello, secondo me. Sono contento che si vedono solo partite vere, perché questo fa bene al calcio. Non c'è nulla di scontato».

In effetti sono argomenti che si sono già sentiti anche a Foggia (prossimo avversario del Frosinone) e a Spezia (che affronterà il Parma).

«E' giusto così. Giusto che lo Spezia dia battaglia al Parma e alla fine vincerà chi meriterà di più».

In ogni caso vincere con lo Spezia garantirebbe il terzo posto finale, posizione importante per affrontare i play-off...

«Attenzione. Terzo o quarto posto che sia dobbiamo essere contenti. Normale che quando ad inizio stagione siamo stati due volte primi o ultimamente quando siamo stati secondi, ci si potesse fare la bocca. Però, anche per colpe mie, abbiamo giocato molte partite senza attaccanti di ruolo. Il rammarico c'è, come quello dei tifosi per le gare di Vercelli o Cesena».

Quindi è presto per parlare di play-off?

«Certo, ora pensiamo a venerdì sera e allo Spezia. Poi si vedrà. Io credo nel fato, non mi dimentico che ero già arrivato terzo e poi ho perso la finale per la A. Quindi, come arrivo, arrivo ma l'importante è che poi si raggiunga il risultato finale».

L'importanza di questa partita potrebbe condizionare il Parma?

«Non credo. Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Se ci pensiamo, negli scontri diretti siamo in vantaggio con tutte le più forti, tranne Empoli e Perugia. Che sono la prima e l'ottava. Ma questo non vuol dire. Servono motivazioni più forti».

Ai duemila tifosi del Parma che saranno al “Picco” cosa ti senti di dire?

«Non c'è da dire nulla ai nostri tifosi. C'è solo da elogiarli. E provare a far capire loro che il Parma di sacrifici ne fa. La società tutta sta lavorando pensando anche al futuro».

Ti ricordi un campionato di B così equilibrato?

«No. Tolto l'Empoli, il resto è ancora tutto da decidere. Al vertice e in coda. Bello così. Certo la tensione è forte. Un campionato aperto, con partite mai scontate. Credo che il presidente Balata e il presidente Malagò debbano prendere questo campionato e farne uno spot del calcio».

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