Sei in Archivio bozze

Processo

Rimborsi spese: assolto l'ex sindaco di Medesano Bianchi

16 maggio 2018, 07:02

GEORGIA AZZALI

MEDESANO

Rimborsi per spese che non avrebbero avuto nulla a che fare con l'attività istituzionale. Pranzi e consumazioni al bar, soprattutto: nessuna cifra iperbolica, poco più di 5.300 euro nel giro di cinque anni. Era questa la somma contestata a Roberto Bianchi, sindaco di Medesano per dieci anni, dal 2004 al 2014, accusato di truffa aggravata e falsità ideologica in atto pubblico. Ma, al di là della cifra, non ci fu alcun reato. Il gup Mattia Fiorentini ha assolto l'ex sindaco da tutte le accuse: nel caso della truffa perché «il fatto non sussiste» e, per quanto riguarda la falsità ideologica in atto pubblico, perché «il fatto non costituisce reato». Anche il pm Umberto Ausiello aveva chiesto l'assoluzione di Bianchi, seppure con la formula dubitativa.

Nessun dubbio, invece, per il giudice: le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane, ma è chiaro che per il magistrato non ci fu alcuna truffa e le attestazioni dell'ex sindaco per ottenere i rimborsi non possono essere ritenute un falso ideologico.

L'indagine della Finanza era partita dopo un esposto di un consigliere di opposizione, che aveva puntato il dito contro una serie di rimborsi chiesti e ottenuti da Bianchi. «Stiamo parlando di cifre banali, per spese di rappresentanza: pranzi certamente non in locali di alto livello, ma in pizzerie, o qualche caffè pagato - ha spiegato l'avvocato Mario L'Insalata, difensore di Bianchi, durante l'udienza -. Ma in ogni caso, in quegli anni non vi era alcun regolamento nel Comune di Medesano per il rimborso delle spese del sindaco».

E sulla decisione del giudice possono avere avuto un peso anche le dichiarazioni del segretario generale del Comune sentito dall'avvocato L'Insalata in sede di indagini difensive: la dirigente ha infatti spiegato che un regolamento per il rimborso delle spese è stato adottato solo l'anno scorso, dopo alcune pronunce della Corte dei conti. E prima? Tutto sarebbe stato piuttosto vago. In sostanza, veniva rimborsato tutto ciò che gli amministratori pagavano di tasca loro durante l'attività istituzionale, compresi i pranzi di lavoro con colleghi di altri comuni o, per esempio, con i tecnici che in quel momento stavano portando avanti lavori per il Comune. Insomma, seguendo questa logica, non ci sarebbe stata nessun volontà da parte di Bianchi di truffare l'ente. E nemmeno nessun falso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal