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COLORNO

Ponte sul Po, la protesta dei pendolari

17 maggio 2018, 07:00

Cristian Calestani

CASALMAGGIORE Cinque mesi dopo nulla è cambiato per i pendolari. Il freddo ed il gelo di fine gennaio, quando si tenne la prima colazione in stazione a Casalmaggiore offerta dal Comitato TrenoPonteTangenziale, hanno lasciato spazio al tepore primaverile e ad un tappeto di papaveri rossi a fianco dei binari.

Ma i disagi sono quelli di sempre sulla linea ferroviaria Parma-Brescia tra continui ritardi – ieri, ironia della sorte, il treno delle 6.29 da Colorno a Casalmaggiore è partito però con un paio di minuti d’anticipo – e soppressioni che hanno spinto in tanti, in questi mesi di bella stagione, a percorrere comunque il ponte stradale a piedi, in bici o in motorino.

«Non è cambiato nulla dal 7 settembre, giorno di chiusura del ponte – sussurra un gruppo di impiegati che da Casalmaggiore si sposta ogni giorno verso Parma -. Si vive nella costante incertezza di un treno che potrebbe non arrivare. E così si rischiano di perdere ore di permessi e giorni di ferie».

Un quadro confermato anche dagli studenti universitari che dalla Bassa lombarda raggiungono l’ateneo parmigiano. Ieri, per addolcire questa rabbia, i componenti del Comitato, insieme ai volontari dell’ArciBassa Gussola, sono tornati in stazione per offrire la colazione di primavera tra biscotti e crostate a forma di treno, tè caldo e caffè da accompagnare con un incoraggiamento. «Abbiamo portato la nostra solidarietà ai pendolari che ogni giorno soffrono per una situazione che è ai limiti del paradosso» ha spiegato Paolo Antonini, presidente del Comitato, pronto a fare pressing sulla Provincia di Parma affinché non si perda altro tempo nell’iter burocratico per la sistemazione del ponte attuale.

«Dopo la Conferenza dei servizi del 26 aprile – ha spiegato Antonini – che ha dato il via libera al progetto di ristrutturazione ci è stato spiegato che ora si è in attesa della cosiddetta validazione da parte di un soggetto terzo. Un’operazione che dovrebbe richiedere massimo 30 giorni per cui il 26 maggio busseremo alle porte della Provincia di Parma per chiedere un aggiornamento attendendoci nei giorni successivi la pubblicazione del bando. Diversamente vorrebbe dire perdere altro tempo in una situazione già disperata, come dimostrano altri allarmi quali il recente rischio di chiusura di alcuni servizi dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano. Non vogliamo che il ponte chiuso diventi un’ulteriore buona scusa per indebolire un territorio già abbandonato e troppo lontano dai centri in cui si prendono le decisioni».

Infine sui disagi ferroviari Antonini ha ricordato la sottoscrizione in corso da parte di 32 sindaci della diffida ad Rfi e Trenord affinché siano garantite sicurezza ed efficienza dei trasporti ferroviari della Parma-Brescia.

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