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calcio

Parma, porta blindata

22 maggio 2018, 07:00

PAOLO GROSSI

E' con un piacere neanche tanto sottile che al termine delle 42 giornate di stagione regolare possiamo spulciare le statistiche del campionato con la promozione del Parma in bacheca. La primissima considerazione che viene da fare su Parma e Empoli è che una arrivava dalla A e una dalla C, poi che una ha avuto il miglior attacco (ben 88 reti), l'altra la miglior difesa (37 quelle incassate).

Fermiamoci un attimo qui: intanto per segnalare che nel calcio italiano c'è un limbo che va dalla alta serie C alla bassa serie A in cui i valori sono molto livellati. Basti ricordare come un Pordenone motivato abbia fatto soffrire l'Inter-2 in Coppa Italia. E così il passaggio dalla terza alla seconda serie è spesso indolore. Il Parma da matricola è salito in A proprio come l'anno scorso Spal e Benevento. Venezia e Foggia hanno fatto assai bene e la Cremonese per tre quarti di stagione è stata ai limiti della zona play-off.

Casomai è il salto in serie A ad essere difficile: tante volte si tende a confermare gran parte del gruppo sulle ali dell'entusiasmo per correggere poi il tiro a stagione in corso: alla Spal è andata bene per un soffio, a Benevento e Verona no.

Nello stesso tempo chi scende dalla A usufruisce di un paracadute economico più o meno ricco (dipende da vari parametri) che deve saper sfruttare. Il Pescara ha toppato, il Palermo proverà a rimediare nei play-off.

SUPER EMPOLI

In attacco invece l'Empoli è stato stratosferico, tant'è vero che Caputo-Donnarumma insieme hanno totalizzato 49 reti, quante tutto l'Avellino e più di altre 8 squadre. Bravi i due attaccanti ma anche fortunati ad essere terminali di una squadra che, soprattutto dopo l'arrivo di Andreazzoli, ha giocato un calcio senza eguali in categoria. Basta vedere nella graduatoria dei passaggi fatti (4 uomini dell'Empoli nei primi 6 posti) per capire la cifra stilistica del gioco: tanti fitti passaggi in velocità sulla base di smarcamenti collettivi precisi. Un po' come il Napoli, pur con un disegno tattico diverso. Se parliamo di una certa idea di gioco, quella B che un tempo era laboratorio ha fatto vedere poco: dopo l'Empoli mettiamo il Foggia, poi sprazzi iniziali per Pro Vercelli e Ternana, cicale che già in autunno non cantavano più.

PRATICO PARMA

Le altre, Parma in testa, hanno badato al sodo. D'Aversa ha sempre sostenuto che le migliori difese vincono i campionati ma ci piace pensare che il concetto derivi anche da una logica valutazione della rosa. Il Parma aveva la squadra più «esperta», per usare un eufemismo. E fin da subito ha perso Ceravolo, con Siligardi spesso a mezzo servizio. Se aggiungiamo altri infortuni a catena, pensare all'estetica del gioco sarebbe stato velleitario e controproducente. Il tecnico ha privilegiato l'equilibrio, puntando molto sui calci piazzati e arrivando ad aver la miglior difesa, oltre che per i meriti individuali, anche per l'organizzazione, che vuol dire gran «lavoro» senza palla degli attaccanti, posizionamenti efficaci dei centrocampisti, grande attenzione alle marcature preventive e alla difesa su corner e punizioni. Calaiò ha dovuto fare gli straordinari e quando si è dovuto fermare anche lui s'è spenta la luce, offensivamente parlando. Il recupero a tempo di record di Ceravolo ha poi consentito di ampliare il ventaglio delle soluzioni perché se Calaiò viene incontro e fa giocare la squadra, la Belva attacca con ferocia gli spazi e consente alla squadra di salire, tenendo nel contempo sul chi vive i difensori, due dei quali si sono fatti cacciare per fermare la sua progressione. Ciò non toglie che l'attacco del Parma è solo il nono del campionato.

MEGLIO PAREGGIARE POCO

I crociati sono quarti per punti fatti in casa (primo l'Empoli) e anche per quelli in trasferta (primato del Cittadella). Se poi fanno specie quelle 12 sconfitte (tante quante la Cremonese), bisogna tener conto che il Parma è secondo solo all'Empoli per le vittorie, 21, cioè metà delle gare giocate, mentre è la squadra che ha fatto meno pareggi. Un vizietto, quello del pareggio, che ha «fregato» il Palermo, sconfitto solo 7 volte ma incapace di andare oltre il segno X in 17 partite.

CRESCENDO

Togliendo il solito Empoli, le squadre che più hanno migliorato il loro rendimento nel girone di ritorno sono Foggia (+14), Perugia (+12) e Venezia (+9). Il +6 del Parma è risultato determinante alla luce del -7 del Palermo, del -2 del Frosinone e del -1 del Bari.

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