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Lutto

Muore campione di powerlifting

23 maggio 2018, 07:01

CRISTIAN CALESTANI

È stato campione europeo di powerlifting, una disciplina che con lui è cresciuta e diventata celebre in città, ma lo spirito del guerriero, come hanno ricordato gli amici, l’ha mostrato anche nella vita combattendo contro una grave malattia. Lo sport italiano piange per la scomparsa del 54enne Roberto Bettati, un simbolo del powerlifting del nostro Paese.

Roberto è stato campione europeo master di powerlifting nella categoria 90 kg nel 2004 ad Havirov in Repubblica Ceca ed ha poi conquistato agli europei, come riporta il sito della federazione internazionale di powerlifting, un secondo posto nel 2014 categoria 83 kg e tre terzi posti nel 2010 (90 kg) e nel 2014 e 2016 (entrambi 83 kg). Tra i suoi risultati migliori figurano il sollevamento di 270 kg nello squat, 167,5 kg nella distensione su panca e 270 kg con lo stacco da terra.

Alla disciplina del powerlifting si era avvicinato giovanissimo. «Alle prime gare negli anni ‘80 eravamo in pochi - ricorda l’amica Donatella Beretta, alla guida della palestra Forma club di Monza -. Poi la disciplina, anche grazie all’impegno di Roberto, è cresciuta. Lui era l’anima di questo sport per il quale ha dato tutto sé stesso. Ha affiancato tanti giovani, era un generoso. Solo poche settimane fa, nonostante le condizioni di salute si fossero già aggravate, aveva comunque voluto partecipare ai campionati italiani. L’aveva fatto da guerriero». Parole che trovano conferma nel ricordo di un altro amico, Angelo Padovani del Body building center della Crocetta. «Nei mesi della malattia - racconta - Roberto ha continuato a venire in palestra con serenità e fiducia nel futuro e ha continuato ad essere lui quello che dava la carica agli altri. Si è speso tanto per il powerlifting: è stato atleta, istruttore, arbitro di caratura internazionale, vicepresidente della Fipl, la federazione italiana powerlifting, di cui era tuttora consigliere. Ma lo ha sempre fatto senza trascurare il resto: la famiglia, il figlio, gli amici ed il lavoro come verniciatore in una carrozzeria di Parma. È stato un leader, anche nella battaglia contro la malattia. Il suo bilanciere resterà qui con noi in palestra, sarà un modo per averlo sempre al nostro fianco».

In Roberto c’era grande professionalità nell’approccio alla disciplina, ma anche la capacità di sdrammatizzare i momenti di tensione e così capitava spesso che, finita la gara, dal baule della sua auto sbucassero salami e lambrusco da condividere con amici ed avversari in arrivo da tutt’Europa. Bettati lascia la madre Bianca, il padre Remo, il figlio Andrea con Susanna, il fratello Stefano con Veronica, la sorella Marina con Stefano e la compagna Elisabetta. Il funerale sarà celebrato domani alle 11.30 nella chiesa di Bogolese di Sorbolo, partendo dall’ospedale di Vaio alle 10.30. Questa sera alle 20.30 il rosario, sempre nella chiesa di Bogolese.

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