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Fidenza

«Via lo striscione su Regeni»: Forza Italia scatena la polemica

24 maggio 2018, 07:00

Hanno resistito alla neve dell'inverno e agli acquazzoni di primavera, gli striscioni che chiedono «Verità per Giulio Regeni», una verità che ancora non c'è. In compenso una polemica s'è accesa l'altra sera sui banchi del consiglio comunale.

Ad accendere la miccia la mozione presentata dai consiglieri di Forza Italia Francesca Gambarini e Giuseppe Comerci in cui si chiede che lo striscione sul balcone del municipio dedicato al giovane ricercatore barbaramente trucidato in Egitto «venga affiancato oppure sostituito con un nuovo striscione “Verità per David Rossi”».

La risposta della maggioranza Pd? «Ci hanno ricoperto di insulti - rincarano Gambarini e Comerci - arrivando a strumentalizzare la morte di due persone e dividendo i morti in morti di destra e di sinistra. Parlare della banca Monte Paschi di Siena, salvata con soldi pubblici, fa davvero uno strano effetto al Pd. Noi vogliamo la verità per tutti, il Pd no. Per il Partito democratico di Fidenza e per qualche loro amico ci sono morti di serie A e morti di serie B. David Rossi, il dirigente di Monte Paschi Siena morto in circostanze misteriose, non merita la ricerca della verità»

«Una mozione orribile e disumana - tuona il gruppo consiliare Pd - che gioca coi morti come fossero figurine e per spiegare la quale bastano le parole della consigliera: “Non appare chiaro come la giunta comunale abbia deciso di mettere lo striscione su Regeni e non quello su altri casi di cronaca nera”. Non appare chiaro? A noi appare chiarissimo che Giulio Regeni venne ammazzato come un cane in Egitto, dove fu rapito, cui furono rotti i polsi, le caviglie e i gomiti. Cui furono strappate le unghie, colpiti i genitali e amputati pezzi delle orecchie».

«Ciò che devasta è che Giulio Regeni è stato umiliato e declassato a “caso di cronaca nera”, come tanti altri. E come nulla fosse viene calpestato l’impegno straordinario di Amnesty International, bollata come “associazione di sinistra”. Quindi non degna di chiedere alcunché. Per analogia, sarà un pericoloso sovversivo anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sposato questa campagna e quello striscione elevandoli ad affare di Stato nelle relazioni tra Italia ed Egitto».

I diritti umani, continua la nota del Pd fidentino, «non sono una coperta che viene stiracchiata da una parte all'altra del dibattito, ma un fascio di luce, che può illuminare le vite di tutti, proprio perché sono diritti, non privilegi. Verità per Giulio significa quindi verità per Federico (Aldrovandi), verità per Stefano (Cucchi), verità per Marielle (Franco) e per tutti quelli che la violenza ideologica ha portato alla morte dopo sofferenze inumane».

La mozione, si legge sulla pagina Facebook Giulio Siamo Noi, arriva «in un momento delicatissimo anche per la vicenda di Giulio Regeni: i tecnici italiani al Cairo stanno supervisionando l’estrazione dei dati delle telecamere e la moglie dell’avvocato egiziano dei Regeni è stata arbitrariamente arrestata e detenuta in carcere duro. La scelta del timing per la mozione è inopportuna e anche poco scaltra. Se i consiglieri promotori della mozione si guardassero intorno, vedrebbero le centinaia di persone che si stanno avvicendando nella staffetta del digiuno, in sostegno della famiglia Regeni. La politica dimostra invece ancora una volta il distacco dal Paese reale e soprattutto la sua scarsa propensione alla tutela della dignità delle persone e dello Stato».

r.c.

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