Sei in Archivio bozze

Ex Eridania

Allarme: tartarughe in agonia nelle vasche del parco

25 maggio 2018, 07:00

Ogni giorno, nella bella stagione, i bambini che frequentano il parco Ex Eridania si sporgono per qualche minuto lungo le vasche d’acqua che decorano il giardino per guardare nuotare pesciolini e tartarughe.

Ad ogni «avvistamento», ci sono «ooooh» di sorpresa e dita puntate mentre mamme e nonni guardano inteneriti la scena.

Tenerezza che forse si trasformerebbe in orrore se sapessero che quelle bestiole non stanno emergendo per salutare gli occasionali spettatori ma cercano invece un momento di sollievo da una tortura costante.

Da anni le associazioni animaliste denunciano la sofferenza delle tartarughe che vivono lì, spesso abbandonate da gente che le ha acquistate non sapendo che il loro accrescimento è notevole, costrette a nuotare senza sosta non avendo né la possibilità di appoggiarsi a sassi o supporti, né quella di arrampicarsi per posare le zampe a terra e asciugarsi al sole. «Avevamo chiesto anche all’amministrazione precedente di attivarsi per dare a questi animali un adeguato benessere creando una zona asciutta evitando loro di stare aggrappati in maniera penosa ad una riva troppo inclinata per tentare di asciugarsi un po’ – sottolinea Lella Gialdi, presidente di Enpa Parma –. Ho già chiesto all’assessore delegato al benessere animale Nicoletta Paci un incontro urgente per analizzare una serie di problematiche riscontrate, e su cui il sindaco e l’amministrazione hanno la responsabilità di intervenire. La situazione delle tartarughe è sotto gli occhi di tutti e non è un bel biglietto da visita per l’amministrazione, soprattutto in vista del Parma Etica Festival in programma proprio nel parco».

Ma cosa succede alle tartarughe che vengono abbandonate al parco da persone che magari credono di dar loro una vita migliore rispetto al piccolo spazio di casa?

«Quelle che più spesso si trovano nelle case sono tartarughe palustri e, generalmente, vengono vendute nelle fiere o nei negozi quando hanno solo pochi giorni di vita e senza una corretta informazione sulle loro necessità» sottolinea il veterinario Moshe Oppenheimer. Tra queste necessità, oltre ad un’alimentazione variata e non composta semplicemente dai comuni gamberetti essiccati che sono molto poveri dal punto di vista nutrizionale e privi di fibre, vitamine e minerali necessari per la corretta crescita, ci sono anche il mantenimento della temperatura dell’acqua e il dare la possibilità alle tartarughe di uscire dall’acqua per asciugarsi e stare al sole.

«La cattiva alimentazione e la mancata esposizione ai raggi UV, che porta a carenza di vitamina D3, provocano malattie ossee che si manifestano con gravi malformazioni del carapace e causano incapacità di nuotare e danni agli organi interni ma anche al rammollimento del carapace stesso e gravi infezioni batteriche che portano alla morte della tartaruga». Fortunatamente a breve dovrebbe essere più complicato «liberarsi» delle tartarughe indesiderate: entro il prossimo 14 agosto, i proprietari di tartarughe saranno obbligati a denunciarle al ministero dell’Ambiente attraverso un modulo scaricabile dal sito www.minambiente.it.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal